Sperling&Kupfer, Piemme, Frassinelli e altri marchi del gruppo Mondadori

Lunedì 31 Ottobre 2016

Niente è mai acqua passata, di Alessandro Bongiorni

Buonasera BookLovers e Buon Halloween!

Al posto di andare a festeggiare vestita da deficiente ho preferito terminare un romanzo noir che avevo in lista da un po' e vi ho subito postato la recensione (disponibile anche sul sito '900letterario). Buona lettura ;)

 

Niente è mai acqua passata (Frassinelli, 2016) è un noir di Alessandro Bongiorni, il suo quarto romanzo dopo Capitale mortale (2009), Se tu non muori (2011) e La sentenza della polvere (2014). Tutti i suoi libri sono ambientati a Milano, la sua città natale. Niente è mai acqua passata è la seconda indagine del vice commissario Rudi Carrera, un vero talento nello scegliere indagini ‘sbagliate’ e ‘scomode’ come quella sulla tratta delle bianche in Europa. A poco a poco la sua determinazione nello scoprire la verità si mescola a una motivazione personale, ovvero vendicare la scomparsa di Sanja, prostituta albanese che ha salvato dalla strada, e la morte del proprio figlio, ucciso ancora prima di nascere da alcuni magnaccia dell’Europa dell’Est. Le sue indagini si intrecciano con quelle di Beppe Modica, padre di una ragazza scomparsa misteriosamente quattro anni prima, probabilmente rapita per essere esportata all’estero come prostituta. Rudi Carrera e Beppe Modica: due facce della stessa medaglia. Due uomini mossi dai propri demoni personali alla ricerca della verità. Attorno a loro Pelide, Esposito, Monica, Erika, Raimondo… volti di una Milano inedita, non quella presentata ai turisti, che compongono le varie sfumature di questa storia.

 

Struttura e analisi di Niente è mai acqua passata

 

La scrittura di Alessandro Bongiorni è asciutta e segmentata, i periodi sono brevi, quasi dattilografati. I capitoli sono composti da poche pagine e hanno ognuno un punto di vista diverso sulla vicenda, ma questo alternarsi di personaggi crea talvolta confusione, non riuscendo a dare al lettore il giusto filo logico da seguire per inquadrare la trama. Alessandro Bongiorni usa spesso delle metafore ad effetto in Niente è mai acqua passata, precise e senza fronzoli, come quella presentata in questo passo:

“Ecco cos’era diventata Milano per Raimondo. Un vecchio zio che incontri solo ai matrimoni e che si affanna ogni volta a ricordarti quanto sei cresciuto. Gentile, simpatico, inutile.”

Questo poliziesco trasmette l’ansia e l’attesa che le lunghe indagini della polizia spesso comportano per tutte le persone coinvolte, ma così facendo l’autore ha reso il ritmo della narrazione un po’ troppo lento, dando l’idea che non avvenga mai una vera svolta nell’indagine. Una maggiore adrenalina sarebbe di certo servita a rendere la lettura più accattivante, come accade ad esempio nei migliori noir scandinavi, con Henning Mankell, Camilla Läckberg e Stieg Larsson.

 

Voto... 6 scarso :(

 

Bye bye e buona serata!

Martedì 7 Giugno 2016

Storia di un postino solitario

Buonasera BookLovers,

ieri pomeriggio ho finito di leggere un romanzo inviatomi dalla casa editrice Frassinelli, si tratta di 'Storia di un postino solitario' di Denis Thériault, autore canadese che con questo libro, successo del passaparola, ha conquistato i lettori di tutto il mondo. Prima di parlarvi delle mie impressioni, eccovi la trama.

 

Sinossi: 

Il "postino solitario" è Bilodo, 27 anni, un ragazzo schivo, con pochi amici, appassionato e dedito al suo lavoro, lavoro che gli permette di trovare nelle vite degli altri quello che manca nella sua. Bilodo infatti è un postino indiscreto, per quanto assolutamente innocuo: apre, di notte, le lettere che dovrà distribuire il mattino successivo, e si immedesima nelle esistenze dei corrispondenti. Immagina, fantastica, sogna; si appassiona, si commuove, si arrabbia. Tra tutte, le lettere che più è ansioso di "ricevere", sono quelle di Ségolène, una donna misteriosa che vive in Guadalupa, e che manda degli "haiku"- i caratteristici componimenti poetici giapponesi - a Gaston Grandpré, una delle persone servite da Bilodo, che di Ségolène, in qualche modo, si è innamorato. Quando, a causa di un incidente, Gaston morirà, proprio sotto gli occhi di Bilodo, il giovane postino non riuscirà a rassegnarsi alla perdita di quei componimenti che ormai sente in qualche modo come "suoi", e si sostituirà a Grandpré nella corrispondenza con Ségolène. E non soltanto in quella.

 

Commento:

La prima cosa che mi ha colpito di Bilodo e della sua storia è stata la delicatezza con cui l'autore ne parla, con uno stile quasi fiabesco e la pressoché assenza di discorsi diretti. Qualcosa che mi ricorda il 'C'era una volta...' letto da bambina. Ecco, c'era una volta Bilodo, ragazzo solitario e introverso, quasi emarginato, mi verrebbe da dire. La sua vita è il suo lavoro, e il  lavoro è la sua vita. Il suo unico passatempo, e questo la dice lunga sul suo temperamento, è leggere la corrispondenza altrui prima di consegnarla. Che il carattere di Bilodio abbia un che di ossessivo-compulsivo lo si nota subito, accentuato dopo l'evento traumatico di cui diventa testimone. Assiste alla morte in diretta di un poeta, che intratteneva una corrispondenza epistolare con una giovane guadalupiana. Bilodo, avendo letto le loro missive ed essendosi 'innamorato' della ragazza, decide di 'prendere il posto' dello scrittore, e di sostituirsi come destinatario di quelle lettere. Per farlo nel migliore dei modi affitta l'appartamento dell'uomo, indossa i suoi vestiti e scava nel suo passato. Il bello della storia è la totale assurdità del modo di pensare di Bilodo, qualcosa che nel mondo reale verrebbe marchiata come follia o al massimo come stalking, mentre all'interno del mondo magico creato da Thériault è tutto ammesso. L'elemento di fantasia viene espresso soprattutto nel finale, quando si capisce la natura ciclica della storia, così come è cominciata è destinata a finire, come se 'il peccato' di Bilodo dovesse essere punito solo per il fatto di essersi creduto più furbo di tutti gli altri. Alla fine della lettura si resta come estraniati dal mondo reale e si prova un senso di profonda angoscia per non riuscire ad afferrare l'intangibile e cambiare il destino ineluttabile. Ciò che all'inizio era sembrato un racconto 'leggero' termina con una tale profondità da far riflettere ogni lettore. Concludo il commento con un haiku, in cui è racchiuso il senso della storia:

Vortice d'acqua

si inanella il tempo

contro la roccia

Il mio voto è...7! 

Lunedì 16 Maggio 2016

Un salto nella Londra degli anni '70!

Buonasera BookLovers!

Qual è l'ultimo libro che avete terminato di leggere? Il mio è Naked di Kevin Brooks, e ancora non mi sono ripresa dalla sua fine. Avete presente quando un romanzo ti lascia dentro un vuoto? A me capita di restare così colpita da una lettura, da non riuscire a cominciarne subito un'altra. Come se fossi ancora immersa in quella storia da non poterne venir fuori di colpo. Ecco, per me Naked è stato questo. Vi lascio la recensione pubblicata anche sul sito '900 letterario' e subito sotto il mio voto a questa STRAORDINARIA lettura :)

 

Il mio cuore è nato nella lunga estate rovente del 1976.
Fu allora che la mia vita iniziò, il mio amore fu sigillato, la mia anima si perse e si infranse. Fu l’estate di molte cose – calore e violenza, amore e odio, sogni e incubi, paradiso e inferno – e riguardando a quel periodo adesso, è difficile distinguere il bene dal male.
Era tutto puro e marcio.
Allo stesso tempo, indissolubilmente.
Senza distinzioni.
Era l’estate dei miei diciassette anni. Un’estate infuocata per settimane di fila, da sciogliere l’asfalto sulle strade. L’estate della follia, del punk, delle vite sprecate…
Fu tutte queste cose.
E altre ancora.
Molte altre…
Fu l’estate di William Bonney.

 

Naked di Kevin Brooks (Piemme, 2016) è un romanzo young adult del celebre scrittore inglese, autore di Bunker Diary e L’estate del coniglio nero. Kevin Brooks scrive soprattutto per un pubblico giovanile, caratterizzando i suoi scritti con tematiche adolescenziali spesso intrecciate a una trama prettamente noir. Naked è ambientato a Londra negli anni Settanta, nei mesi che videro la nascita delle prime band punk e della loro consacrazione nell’ambito discografico: Sex Pistols, Clash, Ramones e… i Naked. La trama ha una base autobiografica dato che lo stesso autore da giovane ha suonato in una band punk, per poi allontanarsi da quell’ambiente quando la droga e la violenza ebbero surclassato l’importanza della musica. Naked è raccontato in prima persona da Lili, una giovane ragazza di diciassette anni che suona il pianoforte. Un giorno il ragazzo più popolare della scuola, Curtis Ray, la invita ad assistere alle prove della sua band: i Naked. Non solo Lili entrerà a far parte del gruppo, suonando il basso, ma diventerà anche la ragazza di Curtis. Lili è una giovane ragazza economicamente ricca, però povera di affetti, infatti è figlia di una ex modella mentalmente instabile e alcolizzata, abbandonata dal marito poco dopo le nozze. È così che Lili entra nel circolo vizioso di una relazione insana con Curtis, in cui il ragazzo con ogni probabilità la tradisce e non finge neppure di interessarsi alla fragile situazione familiare di lei. Curtis ha solo una cosa in mente: la fama, il successo, il sogno di un contratto discografico. I Naked inizialmente sono formati da Curtis, Lili, Stan e Kenny, ma a seguito di uno scontro tra Curtis e Kenny quest’ultimo abbandona la band. È questo l’episodio che da il via alla vera trama del romanzo. Fino a questo punto la narrazione stenta a decollare, per poi prendere una piega del tutto diversa e il ritmo dell’azione si fa sempre più incalzante. È proprio durante una delle audizioni per scegliere il nuovo chitarrista, un sostituto di Kenny, che Lili vede per la prima volta William Bonnie. L’incontro con ‘Billy The Kid’, come Curtis lo prende più volte in giro, sarà l’evento più importante della vita di Lili, che porterà a una straordinaria catena di eventi nell’afosa estate del 1976 che cambierà per sempre il futuro della protagonista. William Bonnie è un genio della musica, ottimo chitarrista e personaggio controverso. Viene descritto dall’autore come un ragazzo misterioso, trasandato nel vestirsi e nell’acconciarsi i capelli, né bello e né brutto ma con dei profondi occhi nocciola che affascinano sin da subito Lili. Nell’estate del 1976 cambiano molte cose. I Naked a poco a poco si fanno conoscere dal pubblico, grazie ai piccoli concerti a Conway Arms, fino alla proposta discografica della Polydor. La scalata al successo dei Naked cammina parallelamente alla storia di William e Lili, alla scoperta del passato misterioso di William legato alla guerra civile irlandese e all’IRA, e alla messa a punto di una vendetta vecchia di anni. Naked di Kevin Brooks è un’epifania emotiva, un racconto a tratti violento e scioccante di una realtà narrata nel modo più verosimile, senza sconti né abbellimenti. La droga, la violenza, gli scontri fra gruppi sociali diversi e tutti i lati più oscuri di un decennio sanguinario come gli anni ’70 sono espressi magistralmente dalla scrittura asciutta e pulita di Kevin Brooks, nei suoi periodi brevi e incisivi, senza troppe subordinate. Lili è voce narrante fino alla fine, quando un salto temporale ci trasporta trentacinque anni dopo quell’estate, da una Lili adulta e nostalgica, che riguarda una vecchia registrazione della puntata del 22 Settembre 1976 del programma ‘Top of the Pops’, alla quale avevano partecipato anche i Naked. Tutta la storia raccontata da lei confluisce in quell’unico momento, in quel preciso ricordo, che possiede la potenza di un colpo alla stomaco, e che conclude il romanzo con una moltitudine di emozioni diverse. Naked è una storia forte e drammatica, raccontata nello stesso modo in cui i Naked suonano la loro musica, con caos ed energia, ma mantenendo una delicatezza e una genuinità che, invece di stonare col contesto, rendono lo scenario puro e ‘sporco’ allo stesso tempo.

 

Una lettura stra-consigliata, alla quale do un meritato 9 e mezzo! Baci, Booklovers 

Mi chiamo Ornella, ho 26 anni, sogno di fare la scrittrice e di lavorare come copywriter per una casa editrice e... questo è il mio blog! Scriverò di libri e di tutto quello che mi passa per la testa, per contattarmi usate l'indirizzo qui sotto e se volete sapere qualcosa in più su di me cliccate sul pulsante ^.^

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Ornella De Luca, Messina