Martedì 26 Aprile 2016

Immergetevi con me nella Venezia del 1500

Buongiorno BookLovers!

Tornati dal lungo ponte del 25 Aprile? Io sono rimasta qui a finire una lettura per voi, che avevo in sospeso da un po' ;)

Si tratta  de La ragazza che toccava il cielo di Luca di Fulvio, un romanzo storico davvero MERAVIGLIOSO, al quale do come voto un bel 9+! Uno di quei romanzi che ti fanno arrabbiare come pochi, ad esempio io avrei voluto strangolare Benedetta più di una volta, ma vabbè......

Vi posto qui la recensione che sarà pubblicata a breve sul sito 900letterario, baci!!

 

<Sì> ripeté Anna <La vita è semplice. Quando diventa troppo complicata vuol dire che stiamo sbagliando qualcosa. Non scordarlo mai. Se la vita diventa complicata, è perché la stiamo complicando noi. La felicità e il dolore, la disperazione e l’amore. Sono semplici. Non c’è nulla di difficile. Lo ricorderai?>

 

La ragazza che toccava il cielo (Rizzoli, 2013) è un romanzo storico di Luca Di Fulvio, autore da oltre 500.000 copie, i cui libri sono stati tradotti in sedici Paesi. Al centro della trama de La ragazza che toccava il cielo vi è la persecuzione razziale contro gli ebrei, in un contesto ‘inusuale’ per l’argomento: il 1500 veneziano. L’immaginario comune colloca generalmente il problema delle discriminazioni antisemitiche intorno alla prima metà del secolo scorso, quando in realtà le origini del cancro dei pregiudizi sono molto più antiche. La ragazza che toccava il cielo è Giuditta, adolescente ebrea che emigra dall’isola di Negroponte insieme al padre Isacco (truffatore che si finge medico) alla ricerca di una vita migliore, ritrovandosi reclusa, invece, all’interno del ghetto ebraico di Venezia. Viene costretta a indossare il berretto giallo, simbolo della sua credenza religiosa, e limitata nella possibilità di scegliere cosa fare nella vita, poiché gli unici mestieri consentiti agli ebrei del tempo erano: il medico, lo strazzarolo e il prestatore di denaro. Giuditta si trova così nella situazione di dover usare l’ingegno per vendere i suoi modelli di abiti e cappelli, insieme all’amica e socia in affari Ottavia. Insieme escogiteranno una tattica mirata a far passare i loro modelli come già usati, macchiandoli di inchiostro in una piega nascosta alla vista del compratore. Intrecciata indissolubilmente alla vita di Giuditta, e ai problemi dentro al ghetto di Venezia, sta la figura del truffatore Mercurio, giovane conosciuto da Giuditta durante il viaggio verso la serenissima. I due si scelgono al primo sguardo, ma vengono ostacolati da Benedetta, ladra e socia di Mercurio, gelosa e segretamente innamorata di lui, e da Isacco, il padre di Giuditta, che vuole per la figlia un destino diverso di quello accanto a un ladro. La ragazza che toccava il cielo immerge il lettore in un caleidoscopio di vite parallele a quelle dei due protagonisti: c’è Simon Baruch, ebreo rapinato da Mercurio che vuole vendicarsi di lui per essere stato quasi ucciso; il capitano Lanzafame, un tempo eroe sul campo di battaglia, ora relegato a fare la guardia all’ingresso del ghetto; il truffatore Scavamorto, che ha comprato Mercurio salvandolo dall’orfanotrofio e gli ha insegnato il mestiere di ladro; fratello Amadeo, che odia gli ebrei e intraprende una crociata contro di loro; il principe Contarini, storpio e sessualmente deviato, che fa indossare alle sue amanti i vestiti della sorella morta; Scarabello, capo della criminalità veneziana, apparentemente senza scrupoli ma in realtà con un grosso punto debole. Zolfo, Donnola, Cardinale la prostituta e poi Anna Del Mercato, che farà da madre a Mercurio, e decine di altri personaggi che insieme ricreano uno spaccato della Venezia del tempo, spesso ‘sporco’ e indecente, ma presentato sempre con un realismo crudo e d’effetto. I personaggi citati sono descritti sempre a metà fra il buono e il cattivo, anche i più malvagi della storia hanno un punto debole, un risvolto positivo che di solito si scopre sul finale del libro. Questo espediente da loro spessore, presentandoli come se non fossero ‘appiattiti’ dalla carta, ma tridimensionali e vivi accanto a noi lettori. Benedetta, ad esempio, antagonista per eccellenza di Giuditta, pur malvagia e deviata dall’odio si mostra umana nei suoi sentimenti per Mercurio e nelle scuse finali che fa sia a Giuditta che a Mercurio, per aver ordito un piano intricato per far accusare e condannare Giuditta per stregoneria. Anche Scarabello, assassino di Donnola, ladro e truffatore, ha un cuore umano, come si evince nella scena profondamente drammatica della sua morte per il mal francioso, forse la scena più forte di tutto il romanzo, quando chiede all’uomo che ha segretamente amato per tutta la vita, di ucciderlo prima che la malattia lo renda folle. Tra le pagine de La ragazza che toccava il cielo si respira aria di libertà: Mercurio è stato sfruttato per tutta la vita da altri criminali, mentre Giuditta sente il peso di essere ebrea e desidera un mondo libero in cui ognuno possa professare la propria religione senza essere giudicato, e il lettore si ritrova a tifare per loro nel raggiungimento di un sogno: fuggire via mare da Venezia alla scoperta del Nuovo Mondo. Lo stile di scrittura di Luca Di Fulvio è spesso stato definito ‘troppo cinematografico’, ma quello che si evince dalla lettura è solo una grande fluidità nella narrazione e uno stile incalzante, che trattiene il lettore legato al romanzo. Nonostante l’ambientazione e la vastità di temi trattati (dalla prostituzione agli abusi sessuali, dalla povertà alla vita negli orfanotrofi, dalle discriminazioni razziali al fanatismo religioso), Luca Di Fulvio non appesantisce mai le descrizioni e le digressioni storiche, prediligendo l’azione e i dialoghi dei personaggi, il tutto racchiuso in capitoli brevi.

Venerdì 22 Aprile 2016

Il profumo del Sud, di Linda Bertasi

Buonasera BookLovers,

oggi vi presento una recensione per il sito 900 letterario sul romanzo storico di Linda Bertasi 'Il profumo del Sud'. Linda Bertasi e il suo blog sono amici di questa pagina e sono stata molto felice di recensire una sua fatica letteraria. Ecco a voi la recensione, vi anticipo che il mio voto è 7 e mezzo :)

 

La ‘Lanterna’ spiccava sul porto di Genova in tutti i suoi centodiciassette metri. 
Aguzzò la vista. Eccoli: i due grifoni che reggevano lo scudo con l’insegna di San Giorgio, una croce rossa in campo bianco, la coda e le ali alte, quasi a sfiorare la corona che li sormontava, 
rigorosamente chiusa, simbolo tangibile di sovranità. 
Sulla banchina, di fronte a lui, qualche parente venuto a tendere l’ultimo flebile legame con famigliari emigranti, ansiosi di lasciarsi la penisola alle spalle e di approdare su terre più fortunate e rigogliose. 
Ansiosi di raggiungere il Nuovo Mondo, emblema di speranza e di futuro in quegli anni burrascosi. 

 

Il profumo del Sud (Self Publishing, 2015) è il terzo romanzo di Linda Bertasi, il primo a tema storico, ambientato durante la guerra di secessione americana. La protagonista è Anita Dalmasso, una donna che intraprenderà un viaggio sia fisico, dall’Italia all’America, sia metaforico, di conoscenza di sé. Dopo aver scoperto di essere una figlia illegittima e di chiamarsi in realtà Isabella, Anita vede crollare ogni sua certezza e fugge nel Nuovo Mondo per inseguire il suo futuro. Ma il destino mostra il suo percorso già durante il viaggio per mare attraverso l’oceano Atlantico, poiché la conoscenza con Margherita Castaldo e con Justin Henderson segnerà per sempre la vita di Anita. Margherita la invita nella sua tenuta di Montgomery, al ventiseiesimo parallelo, e quella che doveva essere per lei solo una breve permanenza, diventa un progetto solido per il futuro per Anita, nonostante l’antipatia della nipote di Margherita nei suoi confronti, Grace Hamilton, contraria alla sua presenza lì. Perché il Sud con i suoi paesaggi, i suoi colori, i campi di cotone, il profumo delle camelie e i problemi relativi allo schiavismo, la colpiranno nel profondo, suggerendole la propria strada: vivere in quella terra e collaborare con Margherita. Entrambe si distingueranno dai vicini, gli Spencer, per il loro modo di trattare gli schiavi, molto più ‘umano’ e contrario alle punizioni corporali. All’interno di questo nuovo sogno, ha un posto importante Justin Henderson. Justin è per Anita quel tipo di amore che, a più riprese e in modi diversi, segna tutto l’arco della vita di una donna. La relazione fra Anita e Justin avrà alti e bassi, causati dalle scelte sbagliate di entrambi, ma avrà sempre il potere di farli attrarre anche a distanza, superando la reticenza iniziale di lei e l’arroganza di lui. Eppure sarà la guerra e il senso dell’onore, misto a un’insana vendetta per la morte del fratello di Justin, che separerà definitivamente i due innamorati. Le discriminazioni razziali si respirano in ogni pagina de Il profumo del Sud, in ogni frustata agli schiavi nei campi di cotone, e nella relazione peccaminosa e ‘socialmente’ inaccettabile fra Emma Spencer e un uomo di colore, anche loro destinati a un tragico epilogo. Il ritmo della narrazione scorre fluido fino alla partenza di Justin per la guerra, da quel momento in poi però diventa fin troppo incalzante, un colpo di scena dietro l’altro fino alla fine del romanzo, e la sensazione suscitata nel lettore è di non aver assimilato bene tutti gli accadimenti delle ultime settanta pagine, che ribaltano molte situazioni. Inoltre l’avvicinamento fra Anita/ Isabella e Christopher Jones appare come una sorta di ‘ripiego’ per la protagonista che risulterà difficile da accettare per le più romantiche delle lettrici, anche se come personaggio Christopher rappresenta un amore più ‘sano’ per Anita, essendo un uomo molto diverso da Justin, nel quale è presente anche un lato oscuro, preponderante. Eppure questi dettagli rimandano molto al gusto soggettivo del lettore e vengono messi in secondo piano dall’intensità emotiva che suscita la situazione degli schiavi negli stati del Sud, dall’attenzione capillare ai fatti storici e alla sanguinosa guerra civile, ma soprattutto dal nucleo fondante della storia: Montgomery. La vera protagonista de Il profumo del Sud, infatti, è la terra, in particolar modo la proprietà di Whitehill, un po’ come la Tara di Via col vento, che sembra avere vita propria, soffrire per la guerra e sanguinare insieme ai suoi schiavi. Il messaggio che ne viene fuori è che al di là degli avvenimenti che la vita interpone nel cammino di ognuno, c’è sempre qualcosa di concreto a cui aggrapparsi e per cui lottare, un luogo a cui tornare, nonostante tutto.

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Commenti

  • Linda (venerdì, 22. aprile 2016 18:59)

    Grazie infinite per aver viaggiato con Anita e per aver puntato la lente d'ingrandimento sulla Terra <3

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Venerdì 15 Aprile 2016

Consigli romance

Buongiorno BookLovers!

oggi volevo farvi entrare nella mia agenda, e suggerirvi dei titoli che ancora non ho letto ma che sono nella mia lista, subito dopo aver terminato 'La ragazza che toccava il cielo' di Luca di Fulvio, attualmente sul mio comodino. Cominciamo con il primo romanzo:

 

Bright Side. Il segreto sta nel cuore (Kim Holden)

 

Tutti abbiamo un segreto da nascondere. Alcuni ne hanno di inconfessabili, altri di pericolosi, altri ancora di innocenti. Ma una cosa è certa: rivelare un segreto può cambiare per sempre le nostre vite, guarire i mali del nostro animo, oppure crearci un bel po’ di problemi...

Kate Sedgwick non è mai stata molto fortunata, ha sopportato durezze e tragedie, ma nonostante ciò si è sempre sforzata di guardare l’aspetto positivo delle cose, tanto che per Gus, il suo amico del cuore, lei è il lato luminoso della vita. Kate ha tantissimi progetti per il futuro, è divertente, in gamba e ha un dono innato per la musica... L’unica cosa in cui non riesce proprio a credere è l’amore. Perciò, quando lascia San Diego e si trasferisce a Grant, Minnesota, per frequentare il college, l’ultima cosa che si aspetta è di potersi innamorare. Eppure, l’incontro con Keller Banks le fa scoprire quanto sia dirompente la forza di un legame condiviso e la voglia di stare insieme nonostante tutto. Presto, però, il loro rapporto sarà messo a dura prova: entrambi custodiscono un segreto inconfessabile, qualcosa che non deve essere rivelato e che potrebbe dividerli per sempre...

 

Scritto nel destino (Terri Osburn)

 

A volte la soluzione migliore è quella che cercavi da sempre.

Beth Chandler ha passato tutta la vita tentando di compiacere gli altri. Ha studiato legge per far contenti i nonni. Ha acconsentito a sposare Lucas, il fidanzato maniaco del lavoro, per farlo felice. E, nonostante la fobia per le barche, è salita su un traghetto per conoscere i futuri suoceri e fare contenti anche loro.

Durante un attacco di panico in mare aperto, Beth incontra uno sconosciuto alto e attraente che placa le sue paure… e le fa battere il cuore allo stesso tempo. Ben presto Beth ha una nuova ragione per andare nel panico: il suo bellissimo salvatore dagli occhi azzurri altri non è che il fratello di Lucas, Joe. Ma lei non potrebbe mai lasciare il fidanzato… Anche se l’attenzione di Lucas è più concentrata sul diventare socio dello studio legale che sulla la loro relazione. E se Joe fosse tutto ciò che Beth non sapeva di aver sempre voluto?

Emozionante e coinvolgente, Scritto nel destino è la storia di una donna divisa tra le sue responsabilità nella grande metropoli e i piaceri che ha da offrire una piccola cittadina.

 

Ovunque con te (Katie Mcgarry, autrice della serie Oltre i limiti)

 

Nessuno vuole che stiano insieme, ma a volte la persona giusta è quella che meno ti aspetti e la strada che più temi è spesso quella che ti porterà a casa.

Emily ha diciassette anni ed è felice della propria vita così com'è: genitori amorevoli, buoni amici e un'ottima scuola, in un quartiere tranquillo. Certo, non può negare di essere curiosa riguardo al suo padre biologico, quello che ha preferito unirsi a un club di motociclisti - il Regno del Terrore - piuttosto che essere genitore; questo non significa, però, che lei vorrebbe far parte di quel mondo. Quando però una timida visita si trasforma in una lunga vacanza estiva tra parenti che non sapeva di avere, una cosa le è chiara: niente è come sembra. Il club, suo padre, e nemmeno Oz, un ragazzo che ti ipnotizza con i suoi occhi blu e che può aiutarla a capire quella vita.

Oz desidera una cosa sola: unirsi al Regno del Terrore. Loro sono quelli buoni. Proteggono la gente. Loro sono... una famiglia. Mentre Emily è in città, Oz glielo dimostrerà. Così, quando il padre di lei gli chiede di tenerla al sicuro da una banda rivale con un conto da regolare, per Oz è un sogno che diventa realtà. quello che non sa è che Emily potrebbe infrangerlo, quel sogno.

Contenuto extra: include il primo capitolo de I due lati dell’amore, il secondo romanzo della serie THUNDER ROAD.

 

Che ne dite? Io non vedo l'ora di cominciarli. Fatemi sapere se li avete letti e se vi sono piaciuti. Un bacio e alla prossima BookLovers!

Giovedì 14 Aprile 2016

Intervista a un nuovo talento emergente

Buonasera BookLovers,

oggi vi lascio l'intervista che ho fatto alla scrittrice Chiara Albertini per il sito '900letterario e vi annuncio che sto per sistemare la sezione con i consigli letterari, passate a darle un'occhiata. Baci!

La scrittrice emiliana Chiara Albertini, classe 1980, lavora nel settore turistico-immobiliare ed è laureata in Lingue e Letterature straniere all’Università di Bologna, ma è solo dopo questa esperienza che ha sentito il bisogno di aprirsi a una nuova avventura e alla liberazione della scrittura. Aspirazione che l’ha anche portata a seguire un corso di Tecniche di redazione: editing, correzione di bozze. Dalla carta al web. Ha pubblicato due romanzi grazie al self publishing: Nel cuore di una donna nel 2014 e Vento dall’Est nel 2016. Chiara Albertini è fan dello scrittore Khaled Hosseini e predilige i toni intimistici e le trame di argomento introspettivo, caratteristiche che la seguono in tutta la sua produzione.

 

-Benvenuta, Chiara. Cominciamo l’intervista con una domanda secca: come descriveresti ‘Chiara’ in un paio di righe?

Una giovane donna radicata ai valori della famiglia, dell’amicizia, che crede fortemente nell’amore, in ogni sua sfaccettatura, animata da una costante tenacia e fede, e un’amante della vita.

-Quando è nata in te la passione per la scrittura? È stata una scelta individuale oppure c’è stato un evento, o una persona, che ti ha influenzato o ispirato?

Il mio avvicinarmi al mondo della scrittura credo sia da attribuire inizialmente a un evento “esterno”: non è un caso che abbia iniziato a scrivere subito dopo la stesura e la pubblicazione della mia tesi di laurea in Lingue e letterature straniere. Quell’evento deve aver mosso “qualcosa” in me, spingendomi a provare uno “stato d’animo” nuovo legato alle parole, all’atto dello scrivere, del comporre, del creare, del “sentire” una storia da poter e voler raccontare…

-Qual è il libro che avresti voluto scrivere?

Mille splendidi soli di Khaled Hosseini.

-Un excursus da Nel cuore di una donna a Vento dall’Est. Com’è cambiata la tua scrittura? Che differenze riscontri tra i due romanzi e, al contrario, credi ci siano elementi ormai connaturati nel tuo stile?

Il genere di appartenenza è il medesimo, in quanto entrambi i romanzi sono legati al filone intimistico, introspettivo, che prediligo poiché lo sento scorrere dentro di me; d’altra parte, credo che in ogni libro sia sempre presente il riflesso dell’autore, un po’ di sé… Lo stile racchiude sempre una nota di lirismo, una scelta meditata e consapevole applicata alle parti narrative e descrittive, sia di luoghi, atmosfere, sia di personaggi e flussi di coscienza. Tuttavia, ritengo che Vento dall’Est risulti essere meno prolisso, a seguito di una prosa più fluida, agevole e incalzante.

-Ci sono elementi autobiografici nei tuoi romanzi? Se sì, quali?

Direi di no, se non considerare “autobiografica” la trasposizione di alcuni miei ricordi legati al “mondo” inglese nelle descrizioni paesaggistiche, di luoghi e atmosfere.

-Qual è la tua opinione sul mercato editoriale italiano? Che consigli daresti ai giovani scrittori?

Campo minato… Non lo conosco da vicino, ma credo vi siano pro e contro tanto nel campo editoriale cartaceo quanto in quello digitale. Sono due percorsi paralleli, costituiti da tempi, modalità, leggi e regole differenti, che al di là di tutto meritano di essere percorsi e valutati. Ai giovani consiglio di leggere molto, poiché la lettura in generale, di qualsiasi genere e forma di scrittura, è alla base di una buona, valida scrittura. Senza questo percorso individuale, ricco ed eterogeneo, non si può raggiungere una propria “maturità” stilistica, personale.

-Qual è l’ultimo libro che hai letto? E cosa c’è adesso sul tuo comodino?

L’ultimo letto, Quando all’alba saremo vicini di Kristin Harmel. Ora, La luce sugli oceani di M.L. Stedman.

-Progetti futuri?

Mi auguro di poter inserirmi professionalmente in ambito editoriale, continuando parallelamente a dedicare il mio tempo alla scrittura.

Grazie mille per la tua disponibilità, Chiara, e un grosso in bocca al lupo per la tua carriera! Vuoi aggiungere qualcos’altro o ringraziare qualcuno?

Ringrazio la mia famiglia e le persone che mi supportano e credono in questa mia passione.

Venerdì 8 Aprile 2016

Vento dall'Est, di Chiara Albertini

Buongiorno BookLovers,

oggi vi propongo l'ultima recensione fatta da me per il sito 900letterario sul romanzo di un'autrice esordiente italiana. Andiamo insieme alla scoperta di nuovi talenti, ecco a voi ;)

 

Vento dall’Est

La nebbia è là…

Qualcosa di strano

Fra poco accadrà…

Troppo difficile

Capire cos’è

Ma penso che un ospite arrivi per me…

Vento dall’Est (Self publishing, 2016) è la seconda opera narrativa della scrittrice emiliana Chiara Albertini, che ha esordito nel 2014 con il romanzo Nel cuore di una donna.

Vento dall’Est è una ragnatela di immagini e vite diverse che, per volere del destino o del vento, si intrecciano fra loro in momenti diversi, dando e ricevendo l’una dall’altra qualcosa di fondamentale per sé. Il romanzo è diviso in tre parti e comincia nella contea di Clare, in Irlanda, presentando al lettore il tormento di Tracy, giovane donna che scopre di essere venuta al mondo per sbaglio e che, per il dolore di non sentirsi desiderata dal padre, decide di gettarsi da una scogliera. Siamo nel 1972 quando Tracy viene salvata da Ben, un ragazzo passato di lì per caso, o per meglio dire grazie al destino, dato che in questo romanzo nulla viene lasciato al capriccio della sorte, ma tutto ha un senso, anche se all’inizio non lo capiamo appieno. Quel giorno si disegna per Tracy un nuovo futuro, per mano della stessa persona che le ha ridato la vita. Tracy aveva solo bisogno d’amore, lo stesso perso prematuramente da parte della madre, morta anni prima, e dal padre, che mai l’aveva voluta con sé, e lo trova proprio tra le braccia di Ben. Vento dall’Est prende il nome da una filastrocca che Tracy porta sempre addosso, scritta su un foglietto di carta azzurra, regalatale dalla sua tata Isabel, una sorta di seconda madre per lei. Quei versi sono citati nel film Mary Poppins e parlano di sogni e di speranza. Una frase recita così: Penso che un ospite arrivi per me. Per Tracy il suo ospite è Ben, quella persona inaspettata che, portata dal vento, arriva a sconvolgere la sua vita. Grazie a lui metterà da parte il vuoto affettivo che pensava di non poter mai colmare e si aprirà a nuovi progetti, come quello di andare insieme a lui in Inghilterra e ricominciare da capo, diventando una scrittrice. La seconda parte del romanzo, infatti, è ambientata proprio a Londra. Sono passati sei mesi dal primo incontro tra Ben e Tracy e lei è già in dolce attesa. Purtroppo, però, il corso degli eventi prende una piega inaspettata e conduce Tracy davanti alla scelta più difficile di tutte: salvare la sua vita o quella della sua bambina? All’insaputa di Ben sceglierà di non abortire e lascerà a lui la responsabilità di crescere la piccola. Queste parole non riuscirà mai a dirgliele di persona, ma le lascerà racchiuse nel suo diario, consapevole che prima o poi lui le avrebbe trovate e forse, col tempo, sarebbe riuscito a perdonarla. Lo stesso vento che aveva condotto Tracy tra le braccia di Ben, gliela porterà via per sempre, riempiendo quel vuoto con una bambina sconosciuta, della quale l’uomo non sa come prendersi cura. A questo punto, il romanzo percorre due strade differenti ma parallele: quella del 1973, quando Ben decide di lasciare Shannon, nome scelto per la piccola insieme alla madre mesi prima, alle cure di un istituto religioso; e il 2015, quando il clochard Ben, vecchio e sporco, salva una donna da un borseggiatore. Ben non sa ancora che quel giorno il vento ha ricondotto tra le sue braccia la stessa bimba dalla quale si era separato anni fa. La prima parte di Vento dall’est tratta il tema del rapporto padre-figlia fra Tracy e Robert Chapman, noto avvocato di Limerick che l’ha concepita durante una scappatella con una domestica; la seconda parte del romanzo sembra distanziarsi completamente dalla precedente, cambiando la voce narrante da Tracy a Ben e Shannon, ma in realtà tratta il medesimo tema. La differenza sta nella prospettiva: anche se Robert Chapman non si è mai separato fisicamente dalla figlia, viveva comunque in un altro mondo affettivo, tenendola distante da sé e dal suo cuore. Ben e Shannon, invece, si separano poco dopo la nascita della bimba, eppure è come se fossero rimasti sempre legati, non fisicamente ma sentimentalmente. Ed è proprio quell’amore che li unisce a farli rincontrare a distanza di più di quarant’anni. Ben vede in Shannon la sua Tracy, persa tanto tempo prima, sia nei lineamenti simili, sia nell’amore per i libri e per le parole che hanno il potere di ‘curare l’anima’, ma vede anche un po’ di se stesso in lei, nella voglia alla base del collo che entrambi hanno identica. Vento dall’ Est è un romanzo di incredibile profondità, che colpisce e commuove per la poesia dei suoi lunghi flussi di coscienza, che comunque non rendono lenta la lettura poiché scritti con una sintassi chiara, chiusa in capitoli brevi e simili a istantanee. Ciò che non convince molto sono i dialoghi, se uno stile di scrittura ricercato va bene per i discorsi indiretti e per le descrizioni, risulta invece artificioso dentro ai discorsi diretti, rendendoli un po’ troppo ‘rigidi’ e lontani dallo stile del parlato, molto più colloquiale nella realtà. Come l’uso del passato remoto, ecco un esempio: “Ma perché, Tracy? Perché piangesti?” Usando al suo posto il passato prossimo la domanda sarebbe risultata alla lettura molto più fluida e più ‘vicina’ alle forme della sintassi diretta. Quello che, al contrario, colpisce in positivo è la ricca simbologia nella narrazione, densa di significati sottesi. Prima fra tutti quella riguardante il vento, di cui abbiamo già parlato. È come se il vento rappresentasse il destino, che ha un piano per ciascuno di noi, l’importante è saper aspettare e sperare. Un’altra immagine ricca di fascino è quella del mare. All’inizio del romanzo l’oceano è sinonimo di morte, Tracy ricerca fra le sue onde l’agognata fine del proprio tormento, nell’epilogo invece rappresenta per Ben e Shannon un modo per far pace col passato e ricominciare da lì in poi una nuova vita assieme.

Giovedì 7 Aprile 2016

Promemoria sul genere Romance

 

Buongiorno BookLovers!

Qui a Messina oggi è una giornata molto cupa, che fa venire una malinconia assurda. Ma io combatto la meteoropatia dedicandomi a ciò che amo di più: i libri! Questa mattina in particolare non voglio recensirvi nulla, ma parlarvi di un argomento che mi frulla in testa da un po’: il genere romance. Eh sì, perché spesso si fa una confusione assurda fra i vari sottogeneri e devo dire che anch’io faccio fatica a volte a distinguere categorie simili fra loro. Ho fatto un po’ di ricerche, riassunto e semplificato la fitta rete di sottocategorie trovate. Vediamo di fare un po’ di chiarezza esponendovi il mio punto di vista, se ci sono errori ditemelo e correggerò. Allora… mi armo di cibo (non riesco a scrivere senza mangiare, ahimè) e comincio.

Contemporary romance:

Se il genere romance prevede al centro della trama una storia d’amore, il Contemporary romance ambienta la storia ai giorni d’oggi, ovvero quelli dell’autrice che scrive il romanzo ( se la scrittrice scrive negli anni 2000 la trama sarà di quel periodo, se ha scritto negli anni ’70 vedremo una storia ambientata in quel periodo). Per il resto le caratteristiche di questo genere sono le stesse del romance: focus sui due personaggi e grande attenzione alla loro psicologia e alle loro interazioni. Un esempio di Contemporary è senza dubbio Io prima di te di Jojo Moyes. Ovviamente anche questo sottogenere ha sottocategorie. Inutile elencarle tutte ma è possibile fare degli esempi: il dark romance, ad esempio, che si contraddistingue per le sue scene molto forti, di violenza e soprusi, come Soffocami di Chiara Cilli; il romantic suspense unisce l’elemento romantico a una buona dose di mistero e giallo, dei titoli possono essere Contatto illecito di Pamela Clare, che mi è piaciuto tantissimo, e Sospiri nel buio di Maya Banks, carino ma nulla più. Secondo me il romantic suspense è un genere sottovalutato, ma a me piace tanto. Per il resto esistono sottocategorie come l’ Humorous contemporary romance, che evidenzia l’elemento divertente da commedia romantica, e il Lesbian romance, che vede al centro della storia l’amore fra due donne, ecc…

 

Erotic romance:

Un genere che va per la maggiore in questo periodo è senza dubbio questo, che unisce la storia d’amore, in secondo piano, all’elemento sensuale, in primo piano. Un chiaro esempio di questo genere è Priest di Sierra Simone o l’ormai, ahimè, famosissimo 50 sfumature di grigio di E.L. James. A seconda degli altri elementi di cui la storia si compone possiamo trovare, esattamente come per il contemporary, sottocategorie come il dark erotic e l’erotic suspense, a seconda del grado di perversione e violenza nelle scene di sesso ( non ho esempi da farvi perché non è un genere che leggo).

 

Young Adult e New Adult:

Amo tantissimo questi due generi che si contraddistinguono principalmente per la fascia di età dei protagonisti. Lo Young Adult è ambientato al liceo e i protagonisti hanno età che va dai 14 ai 17, il New Adult vede tematiche e protagonisti già più grandi, spesso vanno al College, dai 18 ai 25, quindi anche le scene sensuali saranno più presenti (anche se non esplicite come nel genere erotico) e gli argomenti trattati un po’ più ‘adulti’. Come Young Adult posso nominarvi Le coincidenze dell’amore di Colleen Hoover, che tratta tematiche molto forti inserite nel periodo dell’adolescenza, con tutte le problematiche che ne conseguono; come New Adult posso citarvi la saga di After di Anna Todd, Uno spendido disastro di Jamie McGuire e molti altri.

 

Distopici:

Questa categoria ero indecisa se inserirla nell’ambito del fantasy, dato l’argomento trattato, ma ho deciso infine di metterla a parte. Si tratta di quel genere di cui si sente molto parlare in questo periodo, alla Hunger Games per capirci, che parla di civiltà del futuro, ingiuste e dittatoriali ai quali i protagonisti si ribellano. Un esempio potrebbe essere la serie di Kiera Cass cominciata col primo volume The selection. Devo dire di non aver mai approfondito questo genere, ma rimedierò subito.

 

Fantasy:

Il genere fantasy è troppo grande e complesso per parlarne in poche righe, ma io volevo solo soffermarmi su quei sottogeneri che si fondono col romance, ovvero che ambientano una storia d’amore in un mondo irreale oppure nel nostro mondo ma con elementi di fantasia. Ad esempio il Paranormal Romance ( come Twilight di S. Meyer) che inserisce elementi paranormali alla storia d’amore, vampiri, licantropi, ibridi ecc.. Oppure l’Urban Fantasy, ovvero storie ambientate nel mondo reale, in cui l’elemento urbano si fonde a quello fantasy, come la saga di Shadowhunters. Devo dire che entrambi i sottogeneri si mescolano a volte e trovarne il confine è molto difficile.

 

Spero di essere stata chiara nella mia spiegazione e, anche se so che questa classificazione è abbastanza incompleta, mi auguro di aver chiarito alcuni vostri dubbi in merito al genere romance, che io amo molto. Se il mio promemoria risulta sbagliato in alcuni punti fatemelo sapere. Buona giornata BookLovers e buone letture!

Martedì 5 Aprile 2016

Nascita nuova sezione

 

Buonasera BookLovers,

post breve quest'oggi per aggiornarvi su di un cambiamento in atto sul blog. Ho appena aperto una nuova sezione dedicata alle 'Pagine amiche', con le quali mi capita o mi è capitato di collaborare. Potrete vedere gli aggiornamenti in basso a destra sulla home oppure cliccando in alto nell'apposita sezione. La prima pagina inserita è... Ragazza in rosso! Cliccate sull'immagine se volete andare a visitarla :) Per il resto niente, sto leggendo 'Vento dall'Est' di Chiara Albertini e accetto collaborazioni per il blog, quindi se le creatrici di pagine a tema letterario desiderano entrare nella nuova sezione mi contattino :) Scappo a leggere, buona serata ;)

Sabato 2 Aprile 2016

Sabato in Scozia

Buon Sabato BookLovers!

Dopo alcuni giorni ho finalmente terminato, ahimè a fatica, il romance storico 'Il conte di Glancrae' di Stephanie Laurens. Si tratta dell'ennesimo volume della saga dei Cynster, inedita in Italia, volume che pur essendo stand alone lascia alcune domande in sospeso sui capitoli precedenti della storia. Eccovi la trama:

Siamo lieti di invitarvi al matrimonio di Miss Angelica Cynster... ma non prima che lei e il suo eroe siano riusciti a deporre un antico rancore tra le colline delle Highlands scozzesi!

La caparbia Angelica Cynster è certa che riconoscerà a prima vista l’uomo destinato a diventare suo marito. Quando i suoi occhi incontrano quelli di un misterioso nobiluomo, capisce senza ombra di dubbio che lui è quello giusto. Ma presto il suo cuore batterà forte per il motivo sbagliato: la sua anima gemella in realtà ha deciso di rapirla.
L’uomo misterioso in verità è l’ottavo conte di Glencrae e non ha scelta, ha dovuto rapire Angelica, l’unica delle sorelle Cynster con cui non ha mai voluto invischiarsi. Per salvare il suo castello e la sua famiglia, deve persuaderla ad aiutarlo... ed è pronto a chiederne la mano per siglare l’accordo!

Commento:

Questo romanzo di più di 400 pagine, a mio parere, sarebbe potuto essere riassunto in meno della metà, eliminando le parti più lente e ridondanti e rendendo la narrazione più scorrevole. 'Il conte di Glancrae' non mi ha convinto per niente, a partire dai protagonisti. Dominic è il classico maschio alfa, il rampollo di una nobile e antica famiglia scozzese, algido e convinto che mai l'amore potrà toccarlo, e fin qui nulla da ridire a parte la mancanza di originalità. Tranne per il fatto che tutto il suo 'potere' si dissolve magicamente non appena incontra Angelica. Dominic viene descritto fin troppo arrendevole, tanto da non convincere fino in fondo il lettore. Angelica è... boh, non so come descriverla. Anacronistica, forse, fin troppo. Una ragazzina nobile della Londra vittoriana MAI avrebbe lasciato la famiglia a cuor leggero per fuggire con un uomo sconosciuto, davvero irrealistico. Viene presentata forse un po' troppo superficiale e manipolatrice, già il solo fatto che a prima vista decida che Glancrae sarà il suo 'eroe' (termine terribile che viene ripetuto per tutto il romanzo') è alquanto strano. Per non parlare del fatto che in pratica è proprio lei a organizzare il piano per riprendere il calice, proprio lei che dovrebbe essere la 'vittima' di tutto questo piano. E in più ricordiamo che i Cynster sono relativamente tranquilli che la loro figlia nubile decida di andar via per qualche settimana da sola. Bah. Neppure nel 21esimo secolo sarebbe così, figuriamoci a quel tempo. Per non parlare delle interminabili pagine in cui si parla solo del famoso piano per riprendere il calice, circa il 90% del libro è così ripetitivo, e a mio parere è solo un modo per allungare il brodo da parte dell'autrice. Romance bocciato, decisamente. Voto 5. P.S. quanto è credibile che dentro una famiglia siano avvenuti tre tentativi di rapimento diversi nel giro di 2 mesi per ciascuna delle figlie, e che dopo i genitori non ingaggino nessuno per seguirle e proteggerle? P.P.S. e il terribile matrimonio trash di tutte e tre le figlie insieme a fine romanzo, mentre attraversano Londra su una carrozza di piume trainata da cavalli anch'essi ricoperti di piume?

Domenica 27 Marzo 2016

Tanti auguri di Buona Pasqua a tutti!

Buongiorno BookLovers e Buona Pasqua a tutti!

Anche oggi sono qui per parlarvi della mia ultima lettura, dopo qualche giorno a letto con la febbre (urghhhhh) sono riuscita a terminare 'Il nostro attimo infinito" di A.Meredith Walters, un YA primo di una serie che dalla trama mi aveva colpito, ma allo stesso tempo avevo intuito che avrei trovato la fregatura... e così è stato. Ma andiamo per ordine, eccovi la trama:

Non aveva mai pensato di poter essere felice. Fino a oggi.

Maggie Young è una ragazza come tante altre: ha amici tranquilli, genitori comuni, voti nella media… insomma, una vita normale. Almeno fino a quando non incontra lui: Clayton Reed, un ragazzo in perenne fuga dal passato, che lotta per liberarsi dai demoni che vorrebbero trascinarlo nell’abisso. Clayton non ha mai pensato di poter aspirare a un briciolo di felicità. Almeno finché non ha incontrato lei. Maggie è convinta che il loro amore potrà superare tutti i problemi. Clay è sicuro che lei sia tutto ciò di cui ha bisogno per mettere finalmente ordine nella sua vita incasinata. Insieme, potranno affrontare il mondo intero. Ma le tenebre sono sempre là fuori, in agguato. E talvolta il più grande ostacolo al vero amore è dentro di noi.
Commento:
Dunque, il primo grande difetto di questo romanzo è la protagonista, a mio parere. Maggie è una ragazza fintamente anonima e stereotipata, un po' maschiaccio, alla 'Bella Swan', tipo visto e stravisto in tutte le salse. E come se non bastasse questo a renderla totalmente noiosa, l'autrice ha pensato bene di aggiungere un'ironia talmente esagerata al suo modo di parlare e ragionare che è difficile prenderla sul serio, come una 13enne e non una ragazza vicina al diploma. Sembra quasi che Maggie prenda in giro tutto e tutti, o che si senta moralmente superiore, non so. I primi siparietti con Clay, poi, sono ridicoli. Clay già è un discorso a parte da lei. Poteva essere davvero descritto e sviluppato meglio dall'autrice, e per i miei gusti è un po' troppo insicuro e debole come ragazzo (preferisco lo stile del ragazzo bipolare alla 'Remington Tate' della serie 'Real'), però già è più credibile di Maggie. La parte migliore del romanzo è l'inizio del loro vero rapporto, ma quando partono per sfuggire ai genitori di lui che vogliono rinchiuderlo in un centro per malattie psichiatriche tutto precipita. Il cliffhanger drammatico poi non mi è piaciuto, come al solito per questo genere di finali. Insomma il mio voto è 6, nulla di più e sono stata buona perchè oggi è Pasqua! Ahahahah! Tanti auguri a tutti BookLovers e Buone Letture!

Martedì 22 Marzo 2016

Mille giorni d'inverno, Daniela Nardi

Buonasera Booklovers,

oggi vi propongo una recensione che ho fatto a un'autrice emergente per il blog 900 letterario. Buona lettura! :)

 

Finirà tutto questo prima o poi – gli dice con tenerezza- Lo so - risponde Luigi – Ma cosa rimarrà di noi, della nostra vita, quando ne raccoglieremo i resti?

 

Mille giorni d’inverno (Lettere Animate, 2016) di Daniela Nardi, autrice della raccolta di racconti intitolata Carne Umana, è un romanzo breve che concentra in sole cento pagine frammenti di vita realmente vissuta durante una delle pagine più drammatiche della Storia italiana: la Seconda Guerra Mondiale. La forza di questo romanzo sta proprio nell’elemento autobiografico di base, tutto ciò che si legge è accaduto davvero e i personaggi non sono frutto di fantasia ma della memoria di chi è sopravvissuto. Protagonista degli eventi centrali della trama è Mari Serrano che il 4 Dicembre 1942, insieme alla sua famiglia, parte dalla città per sfuggire ai bombardamenti e trasferirsi in campagna, nella ‘casa dell’esilio’, presso Gaetano Valliani ed Elvira Serrano. Più che di un romanzo basato sulla narrazione cronologica degli eventi, Mille giorni d’inverno si mostra come un ‘quadro’ che mette insieme immagini diverse, eppure legate tra loro con il filo sanguinario della guerra, con le sue tragedie e le sue privazioni. Mari, Luigi e Nico, fratelli, complici, amici, non appena arrivati a Valliani, nella valle del Sarno, non sanno ancora quanto la fame potrà piegarli e quante umiliazioni dovranno mandar giù per evitare di essere fucilati, come i loro amici e vicini di casa. Chi sarà il prossimo? Si chiedono continuamente. Nei primi tempi dell’ ‘esilio’ a Valliani la vita dei giovani sembra continuare, seppur lontana dalla normalità, almeno con qualche barlume di speranza. L’arrivo di Ester Dagostino, migliore amica di Mari ed ebrea, porterà nuova luce nel gruppo, insieme all’incontro con i fratelli Salvo e Bruno, durante un martedì che potrebbe anche essere un giovedì, come scrive l’autrice. La vita trascorre lenta e ripetitiva fra le strade acciottolate di Valliani, fra i campi coltivati e la piccola chiesa al centro della piazza, mentre Mari legge Emma Bovary e condivide con la protagonista il disperato isolamento e il desiderio di riscatto. Fino a quando la minaccia tedesca non li colpisce da vicino, nella maniera più subdola possibile. È lo sguardo ammaliatore di Gunther Schroeder a infiltrarsi tra loro, prima accendendo le fantasie di Mari, invaghitasi di lui ma non corrisposta, poi violentando la ‘bella del paese’, Lucia Rena. Un pericolo scampato per Mari, che fortunatamente era troppo gracile e anonima per lui, incapace di accendere la sua violenta passione malata. Anche quando la guerra sembra ormai finita, dopo l’ascolto della notizia dell’armistizio alla radio, i tedeschi continuano a mietere vittime, se possibile ancora più di prima non avendo più nulla da perdere. Provano a deportare tutti gli uomini abili a lavorare, compresi Luigi Serrano e il padre, uccidono Salvo e lo abbandonano in un campo, e perquisiscono acqua e cibo a tutte le famiglie. Solo chiudendosi in casa e fingendosi già morti, i Serrano riusciranno a superare i bombardamenti e a fuggire da Valliani, dopo l’arrivo degli americani, per poi tornare in città sul ‘treno del ritorno’. Mille giorni d’inverno è una cronaca dura eppure delicata della banalità del male, di come si insinua nella quotidianità e intacca anche le più piccole abitudini, scardinando tutto ciò che rende ‘umano’ un uomo. È un romanzo scritto in terza persona e col presente storico, in uno stile semplice ma diretto, anche se a tratti si sente la mancanza di quella profondità che il passato remoto da alla storia, collocandola in un tempo lontano e indefinito. Ne viene fuori un romanzo eternamente attuale, che ci riporta alla mente le domeniche trascorse a casa dei nonni, ad ascoltare i racconti di un’altra vita.  

 

Sabato 19 Marzo 2016                             Forever Jack... finalmente è uscito!

Buon Sabato BookLovers!

Da quanto tempo aspettavo di parlarvi di questo libro? Da quasi un anno! Sto parlando del secondo volume della duologia Eversea di Natasha Boys: Un messaggio per te. Forever Jack. Finalmente è uscito! Io ovviamente l'ho letto in un solo giorno e non vedo l'ora di parlarvene. Ecco a voi la trama di questo bellissimo New Adult :D

Trama:

La notte in cui Jack Eversea, il giovane attore fantasia proibita di infinite donne, si era presentato fuori dalla porta del suo baretto di provincia, la vita di Keri Ann era improvvisamente cambiata. Si era illusa di avere conosciuto un uomo diverso da quello adorato da migliaia di fan nel mondo, ma dopo il tradimento e l'abbandono è stata costretta a raccogliere i cocci e trovare la propria strada. E ci è riuscita: le sue sculture intagliate nel legno levigato dal mare la stanno rendendo un'artista famosa. Ora Jack è tornato e le sue spiegazioni sembrano plausibili, le sue dichiarazioni sempre più seducenti. Ma Keri Ann è sicura di una cosa: per quanto forte sia l'attrazione per lui, non ha nessuna intenzione di essere un suo accessorio, di vivere prigioniera della sua agenda da divo. E poi, come potrà mai fidarsi di nuovo di lui? Jack però non è disposto a lasciarsi scivolare tra le dita l'unica relazione vera che abbia mai avuto nella vita.

Commento:

Quanto ci mancava Jack Eversea? Eravamo rimasti nell'aria, con un cliffhanger che ci aveva lasciato con la bocca spalancata dalla sorpesa, e io di solito odio i finali così ma in questo caso mi ha fatto venire ancora più voglia di continuare la saga *.* Comunque Natasha Boyd ha saputo concludere sapientemente la storia: con uno sfavillante lieto fine, di quelli che ci lasciano anche la lacrimuccia. In alcuni punti ho trovato questo romanzo un po' trascinato, ovviamente non poteva avere lo stesso impatto del primo volume, con i primi sguardi, le prime esperienze, però ho notato una maturità maggiore in questo romanzo che ho apprezzato molto. La protagonista finalmente si sveglia e capisce che la vita è una sola, e che non può aspettare in eterno che qualcosa cambi. Prende in mano la sua vita e si mette in gioco. Jack è un personaggio bellissimo, e non si smentisce neppure in Forever Jack. Inizia a capire che deve fare i conti con il suo passato e con i suoi fantasmi, bellissima l'idea di fare un film sulla storia tragica di suo padre, interpretandolo lui stesso. Il messaggio che ne viene fuori è che anche due mondi diametralmente opposti possono coesistere e dare vita a un incastro perfetto. Voto 9, ma solo perchè al primo volume ho dato mezzo punto in più. Da leggere!

P.S. aggiornata la sezione Top five del mese, passate a dare un'occhiata. Kiss:*

 

 

Lunedì 14 Marzo 2016

'La resa di Piers'... Una rivisitazione della favola de La Bella e la Bestia

Buon pomeriggio BookLovers!

Sono tornata al romance storico, il mio primo amore, scoprendo un'autrice che ancora non conoscevo. Sto parlando di Eloisa James e della sua rilettura della favola de la Bella e la Bestia 'La resa di Piers'. Una rivisitazione abbastanza distante dall'originale, in cui il protagonista maschile somiglia più a Dottor House che alla bestia, eppure ne viene fuori un romanzo accattivante.

Trama:

Troppa bellezza genera invidie e pettegolezzi. Lo sa bene l’affascinante Linnet Thrynne che, per evitare lo scandalo, è costretta a lasciare la raffinata Londra alla volta del selvaggio Galles per un matrimonio riparatore. Qui l’attende Piers Yelverton, conte di Marchant, il fidanzato che suo padre ha scelto per lei. Medico geniale, ma dalla fama terrificante e da tutti soprannominato “la Bestia”, si mormora che sia immune al fascino di qualunque donna. Tuttavia Linnet non si lascia intimidire, e scommette con se stessa che in due settimane la Bestia sarà ai suoi piedi, domata. Ancora non sa, però, di correre il più grande dei pericoli: quello di innamorarsi di un uomo che potrebbe non amarla mai…

 

Commento:
Quanto amo le storie di scandali in società tra l'aristocrazia inglese del 1800!!! Mi ricordano sempre Lisa Kleypas, autrice che adoro come sapete, e questo romanzo si avvicina molto al suo stile di scrittura. La protagonista è bella e intelligente, e proprio per queste sue qualità viene additata da molti e diventa oggetto di un imbarazzante pettegolezzo. Tutti a Londra la credono incinta del principe Augustus, col quale però si è scambiata solo qualche casto bacio. Così il padre decide di darla in sposa a un uomo scontroso e, pare, impotente. L'unico a suo dire che accetterebbe di sposare una donna incinta, o presunta tale. Il padre del nobile, ossessionato dall'idea di avere un nipote, accetta quindi la candidatura della ragazza e si offre di scortarla fino a casa del conte di Marchant, suo figlio, reso zoppo da una ferita d'infanzia. Da subito il rapporto fra Linnet e Piers fa scintille! Tra schermaglie verbali e tentativi di seduzione i due cominceranno a conoscersi e ad amarsi. Se non fosse che Piers non ci pensa proprio a sposarsi! Scoperti gli inganni, Linnet non è incinta e Piers non è impotente, possono godersi la reciproca compagnia senza farsi nessuna promessa sul futuro. Ma nel momento in cui un'epidemia di scarlattina scoppia al castello, Piers deve fare di tutto per salvarla.... anche ferirla nel modo più pesante per farla andare via. Bellissimo romanzo basato sulle imperfezioni e sulla capacità che ha l'amore di guarire ogni ferita. Voto 9 :D

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Commenti

  • eleonora (lunedì, 14. marzo 2016 17:35)

    Stupendo ottima recensione.. L ho aquisto.. E ottimo blog.. Grazie . Io nn ho un sito web ma ho il mio blog viaggio nel mondo della fantasia..

  • Ornella (lunedì, 14. marzo 2016 20:38)

    Grazie mille eleonora :) passerò a dare un'occhiata al tuo blog!

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Mercoledì 9 marzo 2016

Lascia che accada, di Amber L. Johnson

Buonasera BookLovers!

Per ora sto scarseggiando nelle nuove letture, un po' perchè non ho trovato molti titoli interessanti un po' perchè mi è venuto il desiderio di rileggere vecchi cult come 'Uno splendido disastro' di J. Mcguire *.* Comunque due giorni fa ho trovato un romanzo breve, solo 175 pagine, che dalla trama mi aveva incuriosito tantissimo ma che purtroppo non mi ha appassionato ugualmente nella lettura. L'ho finito in sole tre ore e mezza, quindi si tratta di un romanzo poco impegnativo, di certo non adatto a chi vuole occupare qualche giornata in più con un'unica lettura. Sto parlando di 'Lascia che accada' di Amber Johnson.

Trama:

Quando Lilly incontra di nuovo Colton al liceo, nota subito qualcosa di strano in lui. "Oh, è un ragazzo splendido. È solo un po' diverso. Non ti guarda negli occhi e ti stritola quando ti abbraccia". Colton è affetto dalla sindrome di Asperger, un disturbo dello sviluppo imparentato con le forme più leggere di autismo. Fa fatica a stabilire dei rapporti di amicizia e a decodificare il linguaggio non verbale. È maldestro e non riesce a comunicare agli altri ciò che gli succede dentro: viene sopraffatto dall'emozione e crolla. "Vorrei che fossi come me, perché allora capiresti", le dice. Lilly cerca di capire Colton, e se ne innamora. Ben conscia della necessità di superare non pochi ostacoli con un ragazzo che ha un modo tutto suo di esprimere i sentimenti, lo trascina nel vortice di un amore limpido e profondo. "Lascia che accada" racconta l'"educazione sentimentale" tra i due adolescenti, il loro lento aprirsi l'uno all'altro, la determinazione di lei ad accettare e decodificare un linguaggio e dei gesti mai prevedibili. È un romanzo di formazione adolescenziale, senza tabù: esplicito, sincero ma sempre delicato, anche nelle struggenti descrizioni del contatto fisico tra i due ragazzi, che si cercano, si desiderano, e lentamente si aprono anche al sesso.

Commento:

Mi aspettavo molto di più. Tutto quello che penso di questo romanzo si può riassumere in questa frase. La trama dava un sacco di spunti di riflessione ( il modo di vedere il mondo di Colton, come può relazionarsi con il mondo ecc...) che però a mio parere non sono stati approfonditi a dovere dall'autrice. Un po' per la dimensione ridotta del libro, anche se non c'entra molto, un po' perchè di Colton si sa davvero troppo poco. Un ragazzo con la sindrome di Asperger avrebbe dovuto essere il cuore pulsante del libro, ma viene presentato in maniera superficiale e un po' troppo infantile. E Lilly? è un peccato che non si dia spazio a dovere ai suoi sentimenti più profondi verso Colton. A mio parere sarebbe stato giusto parlare dei suoi dubbi e delle preoccupazioni che ovviamente vengono fuori quando ci si innamora di un ragazzo speciale che non si relaziona agli altri in modo comune. Invece il tutto viene liquidato come una cotta adolescenziale. Il mio voto per questo libro, con mio grande rammarico, è un 6. Alla prossima BookLovers!

Martedì 1 Marzo 2016

Quanta banalità in un solo romanzo!

Buongiorno BookLovers!

Era inevitabile che dopo un periodo di letture assolutamente positive il vento prima o poi cambiasse. Questa è l'impressione che mi ha dato 'Il mio sogno proibito' di Monica Murphy, un YA edito da Newton Compton, il primo di una serie. Via con la trama e poi vi darò il mio voto e commento :S

Trama:

Lo sapevo dalla prima volta in cui l’ho vista che lei sarebbe stata l’unica per me. L’unica ragazza che potrei mai volere. L’unica ragazza che potrei amare. Lei è luce. Io sono l’oscurità. Lei è innocente. Io ne ho fatte troppe. Lei è buona. Io sono cattivo. Lei è il mio sogno. Io dovrei essere il suo peggior incubo. Veniamo da mondi differenti. Lei è perfetta. Io… no. In qualche modo lei mi vuole comunque. Così prendiamo quello che possiamo. Faremo in modo che quest’estate valga la pena. Io sono il suo segreto. Lei è il mio. I problemi con i segreti è che non rimangono tali a lungo. E quando gli altri ci scopriranno, faranno di tutto per separarci. Tutto quello che so è che non glielo lascerà fare. Perché sognare a occhi aperti Hale? Lei è mia.
Commento:
Un romanzo acquistato perchè la trama mi aveva incuriosita molto, ecco... mai impressione iniziale fu più sbagliata! La storia comincia discretamente, con le giuste premesse, ma continua nel modo più banale possibile e molte cose, molte scene, vengono tralasciate con una fretta incredibile, facendo perdere al libro di credibilità. La protagonista femminile, Reverie, è di una infantilità che per le prime pagine fa sorride, ma dopo un po' annoia mortalmente. La storia della figlia del reverendo, vissuta in clausura, poteva essere costruita mooolto meglio. L'unico punto a favore del libro va a Nick, protagonista e narratore, ma anche lui mortalmente tralasciato dall'autrice. Sarebbe stato bello che fosse stato approfondito di più nella sua complessità, nei drammi del suo passato e nel suo modo di interagire con Reverie. Una lettura che ho faticato a finire, anche perchè immaginavo che il finale sarebbe stato un odioso cliffhanger... voto 5.

Venerdì 26 Febbraio 2016

Young Adult... eccomi tornata!

Buonasera BookLovers,

il libro di cui vi parlo oggi è un Young Adult (sapete che amo molto il genere) e si chiama 'Mai per amore' di Penelope Douglas, il primo volume della serie Fall Away. Mi sono concessa una lettura più 'leggera' dopo aver terminato 'Cercami nel vento' e 'L'ultima fuggitiva', due romanzi diversi fra loro ma comunque bellissimi che mi hanno lasciato molto più che qualcosa dentro. Così mi sono concessa un YA, genere al quale ritorno sempre ogni tanto, quando ho voglia di qualcosa di eccitante e brioso al tempo stesso, un po' come una amante dalla quale si torna spesso quando il rumore della vita quotidiana si fa troppo intenso nella mente. Ecco la trama del libro di oggi:

 

Un tempo Jared e Tate erano grandi amici: sono cresciuti insieme, si sono aiutati a vicenda nei momenti difficili. Ma, dopo un’estate che hanno trascorso lontani, Jared è cambiato. Il bambino dolce di una volta si è trasformato in un ragazzo difficile e astioso, sempre pronto a offendere e deridere Tate, a schernirla e a farla oggetto dei propri soprusi. A scuola le ha reso la vita un inferno, e Tate non sa più come difendersi: vorrebbe odiarlo eppure non ci riesce, perché sente che il suo vecchio amico ha sofferto, che questa sua prepotenza nasconde una profonda ferita. Deve scoprire il motivo della sua rabbia, raggiungere il suo cuore e carpire il segreto da cui lui ha deciso di tenerla all’oscuro…

 

Commento:

L'ho divorato in un solo giorno! Già questo dovrebbe rendere l'idea di quanto questo romanzo mi sia piaciuto. C'è tutto quello che un YA dovrebbe avere. I due protagonisti mi sono piaciuti entrambi, soprattutto lui, un po' tormentato come è giusto che sia. Che all'inizio si fa davvero odiare, con quell'aria da bullo vista e rivista in tutte le salse, ma che alla fine si fa ampiameeentee perdonare. Adoro un sacco l'ambientazione americana di provincia: villette a due piani con garage, camere al primo piano comunicanti con la casa accanto tramite un grosso albero, laghi, falò sulla riva, bello bello bello. Ho amato molto la tematica del bullismo e alla fine del romanzo del cyberbullismo, che avrei voluto l'autrice approfondisse di più. Comunque è un romanzo davvero accattivante e molto sensuale in certe scene, senza scadere mai nel volgare. La sensualità si deve respirare, paradossalmente, nelle scene in cui non è presente nulla di sessualmente esplicito. Anche un solo sguardo può trasudare erotismo, e Jared e Tate ne sono la prova evidente. Voto 8!

Giovedì 18 Febbraio 2016

Cercami nel vento, di S. Montemurro

Buonasera BookLovers,

oggi vi propongo la mia recensione di un Young Adult nostrano, dalla meravigliosa copertina che ha  catturato la mia attenzione sin da subito. Preparate i fazzoletti per questo romanzo di grande forza emotiva. Vi anticipo che il mio voto è 9 :) adesso godetevi la lettura, alla prossima!

 

Ci sono momenti che ci invitano a lasciare il posto da spettatori e divenire protagonisti. Subito.

 

Cercami nel vento di Silvia Montemurro (Sperling & kupfer, 2016) è il primo New Adult nato dalla penna dell’autrice di L’inferno avrà i tuoi occhi e di molti altri gialli di ambientazione italiana.  Rappresenta il promettente esordio di Silvia Montemurro al mondo del romance, con una storia che sa commuovere e divertire in egual maniera. Cercami nel vento parla dell’incontro fra Camilla e Teo, una collisione di due mondi e stili di vita all’apparenza diversi. Schivo e presuntuoso lui, solare e comunicativa lei. Teo, emigrato dalla Sardegna in un paese montano in provincia di Milano, si mantiene facendo l’operaio, Camilla invece è una promettente violinista, prossima al diploma al Conservatorio, vanto e orgoglio della sua famiglia altoborghese. L’inizio della storia sembra ruotare attorno all’incontro/ scontro fra due anime diverse, incapaci di comunicare senza litigare, per poi arrivare al compromesso che solo l’amore può suggerire, nella cornice di una breve vacanza a Venezia. Si intuisce che Teo nasconde qualcosa del suo passato, ma a parte questo dettaglio celato non sembrano prospettarsi molti altri colpi di scena nella trama. Nulla di più sbagliato dell’impatto iniziale che da il romanzo al lettore, dato che la narrazione più o meno a un terzo del libro si sposta su binari completamente diversi, ad esempio lasciandosi alle spalle i frivoli battibecchi fra la protagonista e la sua migliore amica. L’attenzione si concentra sulla scoperta da parte di Camilla di avere un cancro, il linfoma di Hodgkin, e la conseguente scelta di partire e nascondere a Teo il suo male. Il loro rapporto era appena nato quando questo macigno si è abbattuto sulle sue spalle, di conseguenza lei non si sente pronta a condividere un dolore così grande, così intimo, con un ragazzo appena conosciuto. Ha paura di spaventarlo e di perderlo, e fa la scelta più sbagliata: tenere Teo all’oscuro di tutto, accampando come scusa una vacanza inaspettata con la madre. Così Camilla viene ricoverata a Milano e comincia il primo ciclo di chemio, una cura che si rivela più distruttiva del previsto. L’unica ancora di salvezza per lei, non potendo contare su Teo, è rappresentata da Marco, un altro paziente di oncologia, e dal gruppo dei B.Livers, formato da ragazzi malati che non hanno mai perso la voglia di guarire e di guardare al futuro nonostante tutto. I mesi trascorsi in ospedale saranno  per Camilla una grande prova di vita da affrontare, soprattutto la morte del suo punto fermo: l’amico Marco. Da quel momento in poi cambia qualcosa nella mente di Camilla e capisce che non può più scappare. È suo dovere vivere e sperare, ciò che Marco la invogliava a fare, e per riuscirci ha bisogno di Teo. Sarà ancora lì ad aspettarla? Vorrà aiutarla a portare questo peso insieme a lei? Cercami nel vento è un drammatico e commovente affresco di come la vita cambi strada senza preavviso, come il vento. È nostro compito seguirlo e vedere dove ci porterà e, quando necessario, andargli incontro e sfidarlo. Camilla non abbandonerà mai il sogno di diventare una violinista professionista, neppure quando la malattia sembrerà toglierle le forze di esercitarsi con lo strumento. Ma nei momenti peggiori, quando l’immagine riflessa nello specchio non è più quella di un tempo, quando le amiche di sempre sembrano essersi allontanate, quando la gente per strada la guarda con pena scuotendo il capo, capisce di poter contare su un’unica persona: Teo. I drammi del suo passato in Sardegna torneranno a bussare alla sua porta e a chiedere di essere affrontati, ma la battaglia interiore di Camilla sarà di esempio anche per lui. Dio non da nulla che l’uomo non possa sopportare. Teo e Camilla da soli non sono altro che anime perse nelle proprie paure e debolezze, insieme sono una forza della natura. Cercami nel vento ci insegna che l’unica debolezza è non avere il coraggio di chiedere aiuto quando serve. Tramite le parole che Camilla appunta nel suo Moleskine viviamo il suo tormento, ma anche la sua voglia di vivere, non di sopravvivere, soprattutto quando dentro di lei infuria la tempesta. Impara a sentire la natura con nuovi sensi, ascoltando l’istinto di andare dove il cuore le comanda, ecco come l’autrice parla di questo tema: Esistono luoghi che ci chiamano, magari anche da molto lontano. Non ne conosciamo la ragione, ma, ancora prima di averli visti, sappiamo che seguendo il loro richiamo troveremo un pezzo della nostra anima. Camilla imparerà a cercare nel vento una risposta ai suoi dubbi: la voce amica di Marco che, ovunque sia, continuerà a sostenerla sempre, ricordandole di trarre sempre il meglio da ogni cosa. Il finale di Cercami nel vento è volutamente lasciato un po’ in sospeso, come i panni stesi dai balconi delle abitazioni che Camilla amava tanto fotografare. Ma l’intento non è lasciare il lettore con un senso di irrisolto, bensì spostare l’attenzione dalla meta al viaggio. Non è importante sapere se Camilla alla fine guarirà oppure no, ma è fondamentale capire come sia cambiata la vita della protagonista durante il suo percorso di crescita. Il cancro le avrà tolto mesi di normalità, ma l’ha anche resa speciale, facendole un grande dono: la meraviglia.

Giovedì 11 Febbraio 2016

L'ultima fuggitiva, di T. Chevalier

Il fiume è profondo, ma devo attraversarlo, per tornare a casa.

                                                                                                                                                        

Il fiume è profondo, Signore, ma devo attraversarlo,                                                                                                  

per tornare a casa.                                                                                                                                                             

Sì, il fiume è profondo, ma devo attraversarlo,                                                                                                                      

per tornare a casa.                                                                                                                                                               

Il fiume è profondo, ma lo attraverserò,                                                                                                                                      

per tornare a casa.

 

L’ultima fuggitiva (Neri Pozza, 2013) è il settimo romanzo storico della scrittrice statunitense Tracy Chevalier, diventata celebre al pubblico per il suo romanzo La ragazza con l’orecchino di perla (Neri Pozza, 2000), che ha ispirato la realizzazione dell’omonimo film diretto da Peter Webber. L’ultima fuggitiva è la storia di Honor Bright, giovane quacchera partita dall’Inghilterra del 1850 alla volta dell’America, insieme alla cara sorella Grace, per cominciare una nuova vita in seguito a una delusione amorosa. Dopo un viaggio turbolento per mare a bordo dell’ Adventurer, il fato vuole che Grace muoia di febbre gialla, lasciando Honor da sola in un Paese straniero. Al posto di tornare in patria dalla sua famiglia, la ragazza decide di continuare comunque il suo viaggio e arrivare a Faithwell, in Ohio, dove vive Adam Cox, promesso sposo della defunta sorella Grace. Prima di giungere a destinazione, fa tappa a Wellington e alloggia presso Belle Mills, modista del luogo, con la quale stringe una sincera amicizia. Ma a turbarla sarà la conoscenza con Donovan, fratello di Belle ma di carattere opposto a lei, uomo cinico e spregiudicato che si guadagna da vivere cacciando gli schiavi negri fuggiti dalle piantagioni del Sud per dirigersi verso il Canada e verso la libertà. L’attrazione fra Honor e Donovan resterà sempre puramente platonica, un amore non dichiarato che li separerà e avvicinerà al tempo stesso per tutta la narrazione, anche a causa delle loro idee diametralmente opposte. Il tema della schiavitù è centrale nel romanzo. Honor, in quanto quacchera, è stata educata sin da bambina all’eguaglianza fra gli uomini e trova difficile accettare il clima di razzismo che circonda i pochi negri diventati liberi e residenti in Ohio. Banchi separati in chiesa, sguardi di disapprovazione e leggi separate rispetto ai compaesani bianchi. Molti abitanti del luogo, però, si distingueranno dalla folla di razzisti e conservatori dandosi da fare per agevolare il transito clandestino di negri dal Sud, e organizzando una via ‘sotterranea’ per portarli fino in Canada in tutta sicurezza. Belle Mills è una delle componenti di questa società segreta, alla quale collaborerà in parte anche Honor, e che dovrà scontrarsi ogni giorno con la legge e con Donovan, cacciatore di negri della regione. Honor Bright si stabilisce a Faithwell, prima presso Adam Cox e poi, una volta sposatasi col quacchero Jack Haymaker, presso una fattoria  alla periferia del paese. La famiglia del marito, però, nonostante sia anch’essa di fede quacchera, non condivide lo stesso temperamento altruista di Honor, che spesso mette a rischio di arresto sé stessa e tutti gli Haymaker per dare da mangiare e nascondere i fuggitivi nella propria stalla. Fino a quando, incinta di otto mesi, Honor sentirà qualcosa cambiare dentro di lei, un mutamento iniziato con il ritrovamento di uno schiavo morto nel loro terreno, un negro ferito al quale la nuova famiglia di Honor aveva negato un aiuto medico. Honor, afflitta dai sensi di colpa, scapperà di casa, abbandonando il tetto coniugale, e diventerà anch’ella una fuggitiva. Andrà a vivere da Belle Mills e lì darà alla luce la sua bambina, Comfort Grace. Honor è un personaggio al quale è impossibile non affezionarsi. È amica, sorella, compagna e complice per ogni lettore. Ha un carattere all’apparenza docile e remissivo, ma col tempo trova la forza di opporsi alle ingiustizie alle quali assiste, anche a costo di disobbedire al marito e dare così scandalo nell’intera comunità di Amici di Faithwell. A cadenzare i vari eventi che accadono nella vita di Honor dal suo arrivo in America il rapporto epistolare che mantiene con la sua migliore amica Biddy e con i genitori, rimasti in Inghilterra. Tra i tanti argomenti di conversazione nelle lettere di Honor, si nota la preponderanza di dettagli che la scrittrice concede al tema del ricamo, grande passione di Honor. Le trapunte che ama creare sono una perfetta metafora della sua vita: all’inizio, al suo arrivo in America, Honor è spaesata e si aggrappa con forza alla nostalgia per l’Inghilterra e per le sue trapunte patchwork, dovute lasciare a Brighton; dopo essersi sposata e abituata alla vita nella fattoria degli Haymaker, riesce ad apprezzare lo stile americano per la realizzazione delle trapunte grazie ai cartamodelli; alla fine del romanzo, dopo aver trascorso molto tempo insieme a Elsie, negra liberatasi dalla schiavitù anni prima, si innamora della trapunta che nota sul suo letto, frutto dell’accostamento di colori e tipi di impuntura diversi, accostati in maniera quasi casuale. Allo stesso modo, Honor cresce durante il suo viaggio, sia fisico che spirituale, abbandona i rigidi schemi ai quali era abituata e fa suo lo stile di vita americano basato sull’andare avanti lasciandosi alle spalle il passato, vivendo la vita giorno per giorno e apprezzando tutto ciò che il destino ha da offrire senza farsi troppi problemi. Il finale del romanzo non è per nulla scontato e lancia il messaggio, allarmante, che non tutti gli uomini sono destinati a migliorare e a cambiare vita, solo i più coraggiosi riescono a mettere in gioco sé stessi e a sopravvivere, gli altri periscono sotto il peso delle proprie scelte. L’ultima fuggitiva rappresenta il sogno americano, che per Honor è incarnato nella conquista dell’Ovest insieme al marito e a Comfort Grace, alla ricerca di un posto da chiamare davvero ‘casa’. Il messaggio di Honor per il lettore è ben riassunto dalla frase finale del libro, contenuta in una lettera indirizzata all’amica Biddy: Sto imparando che c’è differenza tra fuggire e correre verso il futuro.

Mercoledì 3 Febbraio 2016

'Sospiri nel buio', di M. Banks, e uscita del trailer di 'Io prima di te'

Buonasera Booklovers!

scusatemi ma in quest'ultima settimana mi sono dedicata soprattutto alla scrittura del mio ultimo libro e sono rimasta un po' indietro con le letture e con l'aggiornamento del blog. Per colmare questa lacuna vi parlo subito dell'ultimo romanzo che ho letto, un romantic suspense che ha anche degli elementi paranormal, si tratta del quarto volume della serie del KGI di Maya Banks, 'Sospiri nel buio'. Non avevo mai letto nulla di quest'autrice e devo dire che non è male, i suoi libri sono stand alone quindi non preoccupatevi se non avete letto i primi della serie perchè possono essere letti anche in ordine diverso da quello cronologico. Partiamo con la trama:

E' andata da lui quando lui aveva più bisogno di lei.

E' andata da lui nel suo momento peggiore. La voce di un angelo, un sussurro nel buio. Lei è l'unica cosa che ha sostenuto Nathan Kelly durante la sua prigionia, gli infiniti giorni fatti di torture subite e della paura di non poter tornare dalla sua famiglia. Con il suo aiuto però è riuscito a scappare. Ma non è veramente libero, perché ora lei è sparita e lui si ritrova con un devastante senso di vuoto mentre lotta per raccogliere i pezzi della sua vita. Si è per caso immaginato quell'angelo? O lei è la fuori, che ha bisogno del suo aiuto così come lui ha avuto bisogno di lei?
Ora deve correre per salvarla prima che sia troppo tardi.
Shea è scappata da gente che non si sarebbe fermata davanti a nulla pur di sfruttare le sue uniche abilità. Non avrebbe mai voluto trascinare nel pericolo Nathan, che aveva già sofferto così tanto, ma non aveva avuto scelta quando lo aveva cercato per farsi aiutare. Finalmente faccia a faccia dopo aver già formato un legame tanto profondo quando si trovavano in quell'inferno, la loro connessione emotiva è anche più potente di quella telepatica. Nathan si rifiuta di considerare anche solo l'idea di lasciarla andare mai più, ma lei teme che non potranno mai avere una vita libera dai pericoli che la braccano ad ogni passo. Lui la proteggerà con ogni suo respiro, ma riuscirà a convincerla che sono fatti per affrontare queste minacce insieme?
 
Commento:
Questo romanzo unisce una forte componente di suspence a quella romantica, in un mix che funziona bene. Avevo letto dei commenti in rete che lo definivano piuttosto 'lento' come narrazione in alcune parti, soprattutto dopo la metà, ma non sono d'accordo. Certo alcune scene sono dedicate al rapporto fra Nathan e Shea e quindi sono più riflessive, ma non guastano. Le scene hot non mi hanno fatto impazzire, sono abbastanza banali e ripetitive, l'autrice avrebbe potuto benissimo risparmiarsele e l'andamento del romanzo non ne avrebbe risentito. La fine è un po' in aria, dato che c'è il seguito incentrato sulla sorella di Shea, però non dispiace e rappresenta comunque la conclusione di un capitolo. Nathan mi è piaciuto moltissimo come personaggio, anche se l'autrice avrebbe potuto dedicare maggior spazio alla sua caratterizzazione, forse lo ha già fatto nei libri precedenti e io non lo so, ma ne dubito. Insieme i due protagonisti funzionano bene eppure nella storia manca qualcosa. Forse qualche colpo di scena... in pratica a parte i due rapimenti non accade molto altro. E poi non mi sembra molto logico che una famiglia intera si muova subito per proteggere Shea, rischiando la propria incolumità (compresa quella di donne e bambini), nascondendo una ricercata in casa propria. Comunque per il resto è una lettura carina, niente di profondo o che ricorderò a lunga distanza. Il mio voto è.... 6 e mezzo.
 
Dedico qualche riga a un altro argomento, di cui mi preme parlarvi stasera... è uscito il trailer di 'Io prima di te'!!! Il film tratto dal bestseller di Jojo Moyes di cui vi avevo parlato mesi fa (se volete leggere la mia recensione del libro andate nella sezione 'Recensioni'). Sono così emozionata! A Giugno già so che piangerò come una fontana al cinema... eccovi il trailer;) Buona serata Booklovers <3

Domenica 24 Gennaio 2016

Romanticamente Domenica

Buongiorno Booklovers... e Buona Domenica!
Oggi vorrei segnalarvi brevemente due romance letti ultimamente, entrambi degni di nota. Partiamo col primo...

Trama 'Nonostante tutto ti amo ancora':

Mia Monroe sta scappando. Da una persona che le ha fatto del male. Da un passato che vuole tenere nascosto. Non ha più fiducia nel futuro.
Jordan Matthews ama le cose facili. Le donne facili. La vita facile. Poi incontra Mia. Lei è a pezzi e ha sulle spalle il peso più grande che una persona possa sostenere. Ma più Jordan conosce Mia, più si ritrova, per la prima volta nella sua vita, a volere con tutto se stesso qualcosa… qualcuno… lei. E allora la vita non è più così facile. Jordan è tutto ciò che Mia non dovrebbe volere. Un ragazzo poco raccomandabile, arrogante, con un passato da giocatore d’azzardo e un presente da cinico donnaiolo. Eppure Mia se ne innamora. E allora il passato da cui cercava di fuggire sembra raggiungerla…

Commento:

Questo romanzo è stato un successo del passaparola, e stranamente non sono in disaccordo con l'opinione dei lettori. Certo, non è un capolavoro, ma coinvolge dall'inizio alla fine, che è già una gran cosa. Tratta di argomenti molto pesanti come la violenza domestica e i disturbi alimentari, con scene spesso molto violente però, essendo intervallate da scene più 'leggere', come quelle romantiche fra Jordane e Mia e quelle in compagnia dell'amica lesbica Beth, la trama non risulta pesante per niente. I protagonisti sono ben delineati, anche se quello maschile è un po' troppo stereotipato, e il loro rapporto, basato sul salvarsi a vicenda, mi piace molto. Voto 7 e mezzo.

 

Trama 'Un regalo d'amore':
Nella Boston di fine Ottocento, Jason e Laura sono una coppia di sposini che dopo due mesi di matrimonio ancora non si conoscono veramente. Jason è innamorato di Laura da sempre, ma temendo che lei lo disprezzi per le sue umili origini irlandesi, non le ha mai dichiarato apertamente i suoi sentimenti. E ciò di certo non aiuta Laura, timida e innocente come una ragazzina, senza nessuna esperienza nell’arte della seduzione. Ma i due sapranno imparare molto l’uno dell’altra, affidandosi alla tenerezza e alla passione della loro intimità. Tra feste, gite in slitta, confidenze rubate e confronti sinceri, il legame tra Laura e Jason crescerà e si dimostrerà forte, saldo e... bollente.

Commento:

Questo è un historical romance di Lisa Kleypas, o meglio dire un racconto. Per le amanti del genere è una chicca che non possono lasciarsi scappare. Nonostante la brevità, la storia ha uno svolgimento abbastanza completo, anche se lo vedrei bene come nucleo di un romanzo più vasto. Ovvio... essendo un racconto lungo non è il genere di lettura che occupa più di qualche ora, ma l'importante è la qualità del tempo, non la quantità... e lisa kleypas non delude 'quasi' mai. Voto 8

Giovedì 21 Gennaio 2016

La pianista di Auschwitz, di Suzy Zail

Arrivarono a mezzanotte, squarciando il silenzio con i loro pugni, picchiando alla nostra porta fino a che papà non li fece entrare. Mi avvicinai in punta di piedi al letto di mia sorella, scostai le coperte e mi infilai di fianco a lei. Era già sveglia.

 

La pianista di Auschwitz di Suzy Zail (Newton Compton Editori, 2016) rappresenta un drammatico affresco della realtà dell’Olocausto, visto attraverso gli occhi di una giovane pianista ungherese. Hanna vive nel ghetto ebraico di Budapest insieme alla sorella maggiore Erika e ai loro genitori, fino al giorno in cui un gruppo di ufficiali dell’SS comunica loro che saranno trasferiti altrove, insieme a tutti gli altri ebrei del ghetto. La vita di Hanna cambia all’improvvisto, dalla tranquilla esistenza che conduceva esercitandosi al piano ogni giorno e sognando il Conservatorio di Budapest alla realtà dei campi di sterminio, passando per un viaggio di incertezza attraverso l’Europa centrale, fino alla Polonia meridionale. Lei e la sua famiglia, insieme a migliaia di ebrei, vennero stipati dentro i vagoni di un treno, per poi viaggiare in piedi per giorni, senza cibo né acqua. Molti di loro morirono durante il trasferimento e i cadaveri vennero separati dai sopravvissuti solo a destinazione. Per un fortuito caso Hanna, appena arrivata a Birkenau, incrocia un detenuto del campo che, intuendo l’età della ragazza, le consiglia di mentire alle guardie e di spacciarsi per una giovane di sedici anni anziché di quindici. Solo così Hanna potrà seguire la madre e la sorella ed evitare una morte immediata dentro i forni crematori. Durante la separazione iniziale a seconda del sesso, Hanna saluterà per l’ultima volta il padre. Poi, insieme a Erika e alla madre, verrà assegnata a una baracca e le saranno rasati i capelli. Da quel momento in poi Hanna smette di esistere per il mondo, sostituita dal numero di serie che le viene tatuato al polso. Eppure la pianista che c’è il lei continua a vivere, attraverso le composizioni di Clara Shumann che Hanna suona su un pianoforte immaginario durante le lunghe notti accatastata sulla branda insieme ad altre detenute. Ma il fato sembra volere per lei più di una morte prematura di stenti e fatica, infatti un’altra casualità la porterà a diventare la pianista personale del comandante del campo, riuscendo così a trascorrere le giornate al caldo e a rubare gli avanzi dalla cucina per lei e la sorella. Rischia ogni giorno di essere scoperta e di venire uccisa per furto, ma il coraggio e il desiderio di ricongiungersi con il padre e la madre, portata in infermeria e mai più tornata alla baracca, sembra darle la forza che le manca per andare avanti. Dentro la disperazione di un futuro incerto, un nobile sentimento sboccia nel  cuore di Hanna, quello nei confronti di Karl, il figlio dello spietato comandante del campo, che l’aiuterà a distribuire viveri per i detenuti, all’insaputa del padre e delle altre guardie. La pianista di Auschwitz è la versione romanzata di una storia drammaticamente vera; Hanna non esiste, ma come lei milioni di ebrei hanno davvero sognato, pianto e lottato fino all’ultimo respiro per la propria sopravvivenza dentro ai campi di sterminio nazisti, alcuni riuscendoci, molti altri no. Il romanzo ha un finale aperto che, nonostante lasci a desiderare dal punto di vista narrativo, storicamente parlando è una scelta ben studiata. Quello che accadrà ad Hanna in futuro non è certo, si lascia a libera interpretazione, ma da quel momento in poi solo lei potrà decidere del proprio destino. Forse una delle uniche pecche della storia è la mancata caratterizzazione di Karl, che poteva essere accentuata maggiormente. Il figlio di un noto comandante nazista parteggia per gli ebrei, sfida il padre e tutto il suo popolo, eppure rimane sempre sullo sfondo, in maniera sfumata. Se l’autrice avesse puntato di più l’attenzione su di lui il lettore non sarebbe rimasto con molti interrogativi irrisolti alla fine del libro. La pianista di Auschwitz è una lettura che risveglia le coscienze, non solo in prossimità del Giorno della Memoria (celebrato il 27 Gennaio), ma in qualsiasi momento. Attraverso gli occhi di Hanna il lettore fa un viaggio dell’anima, struggente e catartico. Il romanzo di Suzy Zail è stato in lizza nel 2015 per il West Australian Young Readers’ Book Award.


 

 

Domenica 17 Gennaio 2016

Plaid, piumoni e romance

Buongiorno BookLovers!

Qui a Messina oggi fa freddo freddo freddoooooo! Per noi siciliani abituati al sole e alle alte temperature registrare 8 gradi già ci destabilizza! Eppure anche con il piumone fino al naso sono qui ad aggiornarvi sulle mie ultime letture e a consigliarvi cosa leggere questa Domenica e cosa... evitare! Ho appena finito un contemporary romance frutto del self publishing italiano e il primo volume di una serie NA americana. Cominciamo con 'Lost Soul' di Veronica Scalmazzi.

Trama:

Ian Crofford non esiste più. Un ubriaco al volante gli ha portato via la sua Susan e la loro piccola Lucy, strappandogli per sempre la sua unica ragione di vita. Ora vivere è diventato insopportabile, ciò che resta di lui è solo un uomo invisibile che sopravvive dilaniato da un dolore che fa sempre più male. Hope Sullivan ama la vita, esiste. I giorni bui appartengono al passato. Vivere a pieno il mondo che la circonda è diventato il suo unico scopo. Ma cosa succede quando un'anima persa, dagli occhi blu come il mare in tempesta, incontra un angelo dai capelli rossi? Un filo invisibile li lega. Un filo che li porterà ad andare oltre l'apparenza, a cercarsi e perdersi l'uno nell'altro. Ma a quale prezzo? E se i demoni del passato nascondessero una verità troppo grande da sopportare?

LOST SOUL è una storia di dolore e tormento, dove il destino giocherà la sua ultima carta: quella dell'amore. Un amore alla ricerca di un nuovo domani, sguardo dopo sguardo... battito dopo battito.

Commento:

Questo romanzo rappresenta uno di quei casi in cui un'idea semplice funziona benissimo. La trama ricorda all'inizio quella de 'L'incastro imperfetto' di Colleen Hoover, ma se ne discosta poco dopo. Ian, dopo il trauma subito, tenta il suicidio e viene salvato da Mouse, un barbone. Da quel momento in poi il milionario Ian non esiste più, e diventa Key il barbone, che non vive... ma 'sopravvive'. Fino a quando incontra Hope, che lo 'vede' davvero e sente subito un legame con lui. Si intuisce immediatamente quale possa essere il legame fra loro, quale segreto verrà poi svelato alla fine ( e non vi anticipo nulla). Credevo che, una volta che Ian avesse scoperto questo segreto, ne sarebbe stato più sconvolto. Invece no e la trama si svolge senza altri particolari colpi di scena. Una lettura carina, scritta in maniera semplice e con alcune ripetizioni, però tutto sommato non male. Per mio gusto personale non ho amato molto tutti quei flashback fin troppo sdolcinati in cui parla della sua figlia defunta come della sua 'principessa', dopo la milionesima volta che leggi 'principessa' ti scoccia un po'. Però ho apprezzato il modo in cui il suo dramma interiore è stato raccontato. Voto 7 +

 

Passiamo alla trama di 'Quella notte tutto è cambiato', serie Rhett primo volume:

Mi chiamo Rhett. Sono presuntuoso perché me lo posso permettere: ho lo sguardo adatto, i soldi, ci so fare. Sono quello con cui ogni ragazza vuole stare, anche se nessuna di loro è stata mai capace di legarmi a sé. Non voglio relazioni. Né mi sposerò mai. Ogni settimana c’è una donna diversa nel mio letto. I miei amici sono gelosi di me. I miei nemici m’invidiano. Chiunque vorrebbe essere al mio posto. E tutto nella mia vita è assolutamente perfetto. Il mio primo bacio a scuola è stato con Clementine. Lei è simpatica. Abbiamo sempre condiviso tutto. Ma non siamo mai stati insieme perché io non la amo. E proprio non m’interessa se si è innamorata di un altro e ha deciso di andarsene, di trasferirsi per un ragazzo. Non mi importa perché non ne sono innamorato. Perché non mi lego a nessuno. Mai. Questo pensavo. Poi una notte tutto è cambiato. Quella notte, tutto ciò in cui credevo è stato messo in discussione. E a un tratto, essere Rhett non significava più molto…

Commento:

Questo libro dalla trama prometteva meglio, mi interessava sentire un punto di vista maschile su un romance del genere, eppure mi ha molto delusa. L'inizio parte molto lentamente, le scene hot, che dovrebbero essere findamentali in un NA così, sono mediocri, l'immagine della donna che ne viene fuori, a parte la protagonista ovvio, è davvero scadente (siamo tutte oche pronte a gettarsi addosso agli sconosciuti). L'autrice è un'evidente fan di Via col vento, e si nota sia dall'ambientazione del Sud che dai nomi dei protagonisti, ma di Via col vento non c'è altro ahahah. La parte peggiore è di certo la fine, troppo smielata anche per me che sono una romantica. Voto 5 e mezzo, leggetelo solo e dico SOLO se non avete altro da leggere e siete in crisi d'astinenza da libri.

Con questa vi saluto cari lettori e vi informo che sto per creare un account Instagram collegato alla mia pagina facebook di lettura, si chiamerà coffeebooksandafairamountofdreams probabilmente. Vi tengo aggiornati ;) Buona Domenica!

Sabato 10 Gennaio 2016

Facciamo un bilancio del vecchio anno!

Buonasera Booklovers!

Oggi una montagna di novità tutte per voi. Intanto vi consiglio di dare un'occhiata alla sezione 'Top five del mese' che ho appena aggiornato. Dentro troverete le classifiche di Novembre, Dicembre e incredibilmente una TOP FIVE DI TUTTI I LIBRI DEL 2015!! Fatemi sapere se siete d'accordo con la mia lista o se togliereste o aggiungereste qualche romanzo. Per quanto riguarda le letture degli ultimi giorni, ho finito un romance storico e un contemporary/noir. Il primo è 'Cuore a cuore' di L. Kleypas e il secondo 'Contatto illecito' di Pamela Claire. Cominciamo con Sua Signoria L. Kleypas che stavolta ha un po' toppato.

Trama:

Anastasia Kaptereva è una nobildonna dalla delicata bellezza a un passo dal matrimonio, ma… uccide il suo promesso sposo. O meglio, lei non ricorda nulla, eppure tutte le prove la accusano. Dopo una rocambolesca fuga dalla prigione di San Pietroburgo arriva in Inghilterra, dove riesce a farsi assumere come istitutrice della figlia dodicenne di lord Lucas Stokehurst. E se Anastasia è perseguitata da quella tragica morte, Lucas e sua figlia convivono con il peso di un grave lutto da superare. Insieme potrebbero guardare al futuro, ma non è così semplice liberarsi del passato…

Commento:

Ho faticato a portare a termine questo romance. L'inizio prometteva bene, anzi benissimo, l'idea di una fuggitiva esiliata dal suo paese per un omicidio era davvero interessante, soprattutto dato che Anastasia proviene dalla Russia (paese e ambientazione che adoro), ma lo svolgimento della trama è fin troppo scontato e Lord Stokehurst non riesce a colpire l'attenzione del lettore. Credo sia un vero peccato perchè gli elementi iniziali c'erano tutti: lui è un uomo tormentato, con una mano amputata e un carattere irascibile, insomma ci si poteva costruire sopra un bel personaggio, ma l'ho trovato troppo volubile e il suo cambiamento di interesse per Anastasia troppo netto e repentino. Anche le scene fra i due sono prive del solito pathos che contraddistingue i personaggi kelypsiani di solito. Voto 6+, con un dolore al cuore dato l'amore che ho per questa autrice.

 

'Contatto illecito' di P. Claire, trama:

Presa in ostaggio da un assassino condannato mentre faceva un reportage in una prigione, Sophie Alton has non ha idea che l'uomo che le sta puntando una pistola addosso è il ragazzaccio che era stato il suo primo amore al liceo. Condannato all'ergastolo senza condizionale, Marc Hunter si ritrova senza altra scelta che evadere di prigione dopo la scomparsa di sua sorella minore e di suo nipote. Sebbene gli dispiaccia di aver messo Sophie in una tale situazione, non può lasciare che qualcosa si metta di ostacolo del suo tentativo di fermare gli ufficali corrotti che stanno cercando di distruggere ciò che rimane della sua famiglia. Ma stare vicino a Sophie riaccende memorie ad entrambi. Mentre la passione tra loro si accende, altrettanto fa la cospirazione per mandarli entrambi sottoterra.

Commento:

Questo è davvero un romanzo ben costruito. Ci sono tutti gli elementi del noir, sia quelli del contemporary romance. L'argomento trattato è molto delicato (la situazione nelle carceri e gli abusi sessuali) e l'autrice sa trattarlo con la dovuta cura, senza mai cadere nel banale o nel volgare. I protagonisti sono entrambi fantastici, davvero restano impressi nella mente del lettore. Ho scaricato questo romanzo senza sapere che aspettarmi, dato che non avevo mai letto nulla di quest'autrice, e sono rimasta piacevolmente sorpresa. Voto 8+

Giovedì 7 Gennaio 2016

Fuori piove? Un Historical Romance è ciò che ci serve

Buonasera Booklovers!

in questa giornata piovosa cosa c'è di meglio di una buona lettura per trascorrere il tempo al calduccio? Ed io ne ho appena concluse due interessanti una dopo l'altra. Fanno parte entrambe della serie di Bow Street di Lisa Kleypas (Sua Signoria, Lisa Kleypas ;)) e sono rispettivamente il secondo e il terzo volume della saga ambientata attorno al famoso corpo di polizia di Londra: 'L'amante di Lady Sophia' e 'Amore ad ogni costo'. Il primo volume è 'Ti amerò per sempre' e ancora non l'ho letto, essendo tre volumi contigui ma perfettamente leggibili separatamente, ognuno con la propria trama. Ecco 'L'amante di Lady Sophia':

Trama:

Londra, 1830. Sir Ross Cannon, riservato e ascetico, è il celebre capo degli agenti di Bow Street. Lady Sophia Sydney è certa che sia stato lui ad avere causato la fine di suo fratello, morto in carcere dopo essere stato condannato per furto proprio da Cannon; ed è decisa a smascherarlo. Si fa quindi assumere come sua assistente, per sedurlo e poi rovinarlo. Ma vivere a stretto contatto con Ross fa vacillare le certezze e i sentimenti della donna, gettando nuova luce sulla realtà. In tutti i sensi...

Commento:

Appassionante e seducente. Ecco con quali parole descriverei questo romanzo, un'ennesima conferma di quanto la Kleypas sia brava nel genere del romance storico. Sir Ross è un meraviglioso personaggio, non il classico giovane gentiluomo in cerca di avventure, ma un uomo maturo che ha perso già una moglie e non vuole risposarsi per paura di soffrire ancora. Il suo dolore è palpabile tra le pagine del romanzo, e il momento in cui capisce che con Lady Sophia può ancora avere una chance di essere felice è davvero commovente. Lady Sophia è una donna tenace, che desidera vendicare la morte del fratello, e stranamente non la trovo incoerente come la gran parte delle protagoniste femminili in questo genere di romanzi. Trovo un po' una forzatura il fatto che per vendicarsi usi innanzitutto la seduzione, avrei preferito che fosse messo al primo posto l'elemento degli illeciti all'interno dell'ufficio di Bow Street, sarebbe stato più credibile, ma per il resto è un bel romanzo. Molto affascinante anche il personaggio di Nick Gentry, che verrà approfondito nel capitolo successivo della saga. Do come voto un 8.

 

'Amore ad ogni costo'

Trama:

Londra, 1839. Nick Gentry ha fama di essere il più esperto amante di tutta l’Inghilterra. Spericolato e coraggioso agente di Bow Street, viene ingaggiato per ritrovare Miss Charlotte Howard. La missione sembra semplice, finché Nick non incontra la signorina in questione. Bella, fragile e in fuga da un uomo prepotente, Charlotte accende in Nick un desiderio disperato. Al punto che il temerario agente si ritrova a farle una proposta ancora più temeraria: diventare sua moglie...

In Amore a ogni costo tornano gli agenti di Bow Street, già protagonisti di Ti amerò per sempre e L’amante di Lady Sophia.

Commento:

Romanzo più breve del precedente e meno appassionante, anche se Nick Gentry è un personaggio molto intenso. Ma forse nelle vesti di criminale rendeva di più che in questo capitolo, come uomo ormai redento e sulla strada dell'onestà. So che suona strano ma i cosiddetti 'cattivi' li trovo più stimolanti dal punto di vista narrativo. Bella la parte dei tormenti che deve affrontare per lasciarsi andare e raccontare il suo passato alla moglie, soprattutto la prigionia, ma per il resto un po' ripetitivo. Anche la parte finale in cui il vecchio spasimante di Charlotte di suicida davanti a lei, non rende bene.Gli darei un 7, carino ma non memorabile!
 
Per adesso aspetto di finire 'Cuore a cuore' della Kleypas, il primo libro di questa autrice che sto faticando a finire! Bye bye e a presto con nuove letture :)

Sabato 2 Gennaio 2016

Buon 2016!

Buongiorno Booklovers e Buon 2016!

Questo è il primo post dell’anno e lo inaugurerò con un bellissimo New Adult dal titolo ‘Dimmi che sarai qui’ di Mia Sheridan, autrice di ‘Se non torni sto male’. Qui a sinistra posto due immagini: la prima della copertina in lingua originale, la seconda quella italiana. La differenza purtroppo è notevole e come al solito la Newton Compton ha scelto una copertina non adatta al contenuto del libro, quindi non fatevi ingannare dall’immagine perché non ha niente a che vedere con la trama! Io nel frattempo sto leggendo la trilogia di Bow Street di Lisa Kleypas e devo dire che è davvero la regina del romance storico, ma di questo vi parlerò in seguito. Per ora eccovi sinossi e recensione di ‘Dimmi che sarai qui’, per un 2016 che promette già bene ;)

 

Trama:

Bree Prescott si è appena trasferita nella tranquilla e isolata cittadina di Pelion, nel Maine, dove spera di ritrovare la serenità di cui ha disperatamente bisogno. Proprio il primo giorno nella sua nuova casa sul lago, tuttavia, incontra Archer Hale, un uomo affascinante e solitario. Anche lui, come Bree, nasconde dei segreti dolorosi, ferite che hanno scavato così in profondità da farlo chiudere per sempre nel silenzio. Nessuno in città può dire di conoscere davvero Archer, ma Bree vuole provarci, perché forse l’unico modo per liberarsi dalle catene del dolore e riassaporare la felicità è aiutare quell’uomo a trovare la voce che sembra aver perso per sempre…

 

Commento:

Davvero toccante. Un delicato racconto sulle prigioni che costruiamo dentro di noi. Il protagonista è Archer, un ragazzo vissuto per tutta la vita in stato di reclusione dentro la sua proprietà, ha studiato in casa, non ha amici e l’impossibilità di parlare gli ha da sempre precluso ogni possibilità di avere contatti col mondo. Bree capirà da subito l’enorme bisogno di aiuto di Archer, forse perché anche lei, seppur in modo diverso, si sente imprigionata dentro se stessa per il trauma della morte del padre e di un tentato stupro. Lei sola riuscirà a entrare in punta di piedi nel mondo di Archer e a riportarlo a poco a poco alla vita. La caratterizzazione dei personaggi è ottima, anche di quelli secondari, ed inoltre è un romanzo scritto davvero bene (dettaglio non di poco conto). Bellissimo. Come voto gli darei almeno un 9, e contando che il 10 l’ho dato forse a una manciata di libri in vita mia significa che ‘Dimmi che sarai qui’ mi ha davvero colpita. Lacrime e fazzoletti a go go!

Buona serata lettori e buone letture, io sarò sempre qui a commentare con voi ogni romanzo letto anche quest’anno. Che questo 2016 porti alla realizzazione di ogni vostro obiettivo! Libri e serenità a tutti ;) Bye bye e alla prossima <3

 

28 Dicembre 2015

'La schiava dei Tudor'... ma i Tudor dove sono?

Buongiorno BookLovers,

vi auguro delle serene e gioiose vacanze insieme ai vostri cari! Nel frattempo io ho appena finito un romanzo storico classificatosi al terzo posto su Amazon... inspiegabilmente a mio parere. Ecco la mia recensione senza peli sulla lingua ;)

 

“… ricordo che la nave si inclinava in modo spaventoso e tutti noi gridavamo dal terrore mentre ci capovolgevamo gli uni sugli altri! La tempesta infatti colpì nuovamente l’imbarcazione in un momento inaspettato, proprio quando i marinai ci mettevano in fila per portarci sul ponte. Erano sei giorni che non vedevamo la luce del sole, o almeno credo, perché stando rinchiusi nella stiva così a lungo, senza mai uscire, avevamo perso la cognizione del tempo”

 

La schiava dei Tudor (Libromania, 2013) è il secondo romanzo di Isabella Izzo, ambientato nell’Inghilterra del 1500 durante l’epoca Tudor. I temi trattati sono principalmente la schiavitù, la sete di potere, le convenzioni sociali dell’epoca, l’amore spesso ostacolato, il dolore per la perdita delle persone a noi care. La protagonista è Dayla, giovane schiava rapita da un paesino rurale africano per essere deportata insieme alla sua famiglia. La ragazza vedrà morire ad uno ad uno, davanti ai suoi occhi, tutte le persone a cui vuole bene, uccise dalla disperazione e dalle mani insanguinate degli schiavisti. Rimasta sola al mondo viene venduta a una ricca famiglia inglese, che la costringerà a subire quotidiani soprusi e violenze fisiche. Tuttavia la vera vita di Dayla comincia solo dopo essere arrivata al monastero di Whitby e aver incontrato padre Simeon, che ordirà un piano per liberarla dalla schiavitù organizzando la sua presunta morte. Da quel momento in poi Dayla scomparirà, per lasciare spazio a Jim, la sua nuova identità maschile. Per poter alloggiare al monastero, infatti, dovrà presentarsi come un ragazzo, e dati i suoi quattordici anni appena e i suoi lineamenti ancora androgini ci riuscirà senza destare grandi sospetti. Lì tra padre Simeon, padre Geremia e i suoi nuovi amici Masala, Cristof e Anna vivrà finalmente una vera e spensierata adolescenza, dopo aver patito numerose violenze e abusi nel suo passato ancora recente. Fra lei e Masala nascerà col tempo un’attrazione che andrà oltre l’amicizia, anche quando la vera identità di Dayla sarà ancora celata agli occhi di tutti. Solo dopo essere uscita allo scoperto la ragazza sarà libera di vivere il suo amore, andando incontro a mille ostacoli tra i quali le volontà di Lord De Wilton, padre di Masala, e del fratello maggiore Cristof, che vogliono vederlo prendere i voti e trascorrere la vita dentro le mura di un monastero. La schiava dei Tudor è un romanzo ricco di colpi di scena e di intrighi, sia di potere, orditi dal vescovo e da padre Dannis per destituire padre Simeon dalla sua carica, sia passionali, una donna infatti  è nascosta nei sotterranei del monastero e nasconde un oscuro segreto. La parte migliore dell’intera trama sembra essere, più che la storia d’amore fra i protagonisti, trattata superficialmente e con scene troppo melense e poco realistiche, la tragica storia di Margaret, diventata pazza per la perdita di sua figlia e allontanatasi così anche dal suo grande amore. È ben architettato anche l’espediente della morte del cane Billo, appartenente alla famiglia di Masala, che cade da una rupe e si schianta contro gli scogli per essere poi risucchiato dal mare. La scena anticipa la fine tragica della protagonista, una tecnica che sembra mutuata da Anna Karenina di Tolstoj, dove la morte di Anna viene predetta all’inizio del romanzo dal suicidio di un uomo lanciatosi sotto un treno. La schiava dei Tudor è un romanzo che alterna momenti di lentezza, soprattutto nella prima parte, a scene di incredibile velocità. Si fa fatica, infatti, a tenere il filo degli ultimi capitoli e dei colpi di scena finali, che avvengono a distanza di una pagina l’uno dall’altro e che, naturalmente, non hanno il tempo di sedimentare nella mente del lettore e non vengono approfonditi con la dovuta maestria. Il romanzo sembra quindi molto approssimativo nel finale, come se l’autrice avesse avuto una gran fretta di concludere. Un altro punto a sfavore deriva dal titolo, La schiava dei Tudor, che non riflette per nulla la natura del romanzo. Di Tudor c’è poco o niente, solo l’ambientazione e il periodo storico, ma il titolo suggeriva invece un legame più stretto fra la dinastia Tudor e la protagonista, un’illusione che lascia l’amaro in bocca dopo aver concluso il romanzo. A disturbare la lettura contribuiscono anche i numerosi errori ortografici e di sintassi come ‘ non c’è la faccio più’, oppure ‘scommetto che neanche mio padre non lo sapeva!’ (due negazioni all’interno della stessa frase affermano).  La schiava dei Tudor appare quindi come un tentativo malriuscito di romanzo storico, se l’autrice avesse curato di più la stesura delle varie parti del libro avrebbe dato maggior risalto all’idea base della trama, che non era per nulla male, soprattutto il tema della schiavitù che all’inizio della lettura prometteva bene, e se avesse curato di più la forma (ovviamente il problema dell’editing non è da imputare solo a lei ma anche alla casa editrice Libromania ) allora sarebbe venuto fuori un romanzo di spessore maggiore, ma così non è stato.

Martedì 22 Dicembre 2015

La meraviglia delle seconde possibilità

Buonasera BookLovers!

Il Natale si avvicina e, dato che siamo in tema di feste, molti di voi avranno sicuramente più tempo libero da dedicare alle letture, o se non ne avete potrete farne regalo a uno dei vostri cari. Per questo vi consiglio due contemporary romance davvero toccanti, che hanno fatto piangere persino me ;) Senza farlo apposta ho letto di fila due romance simili, per certi versi, soprattutto per la tematica trattata: quella della perdita della persona amata e della possibilità di dare una seconda chance all'amore e al suo potere taumaturgico. Cominciamo dal primo che ho letto in ordine cronologico, ecco trama e commento de 'Sei sempre stata mia' di Jasinda Wilder.

Trama:

Nell e Kyle hanno sedici anni, sono giovani e innamorati. Si conoscono da sempre, sono cresciuti insieme, hanno condiviso ogni singolo momento della loro vita e per la prima volta stanno scoprendo cosa significa amare. Il sentimento che li lega sembra invincibile e la vita piena di promesse e speranze. Finché una notte Kyle muore in un tragico incidente. Ora che Kyle non c'è più, Nell non ha più una ragione di vita: ha perso il suo migliore amico, la sua anima gemella, il suo unico vero amore. Poi, al funerale, mentre appoggiata a un albero in disparte cerca di trattenere a stento le lacrime, incontra per la prima volta gli occhi azzurri di Colton, il fratello maggiore di Kyle. Ha un viso familiare e struggente, scolpito e bellissimo come quello di Kyle. Solo più vecchio, e più duro. Si scambiano qualche inutile parola di consolazione, una sigaretta. Entrambi cercano di reagire a quella perdita come possono. Ma è un vuoto incolmabile. Quando anni dopo si rincontrano a New York, si abbandonano a un bacio inaspettato, intenso eppure pieno di dolore. E allora si rendono conto di non poter resistere alla passione che li attrae l'uno all'altro, negando a se stessi la possibilità di essere felici. Colton insegnerà così a Nell a soffrire e a piangere, a vivere di nuovo e ad aprire il suo cuore per tornare ad amare. Perché a volte la fine improvvisa di un amore perfetto può essere il perfetto inizio di un altro.

 

Questo romance cattura sin dalle prime pagine. Viene presentata da subito la storia d'amore fra Nell e Kyle come la classica storia romantica fra liceali, i due sono amici sin dall'infanzia e a poco a poco il loro rapporto si trasforma in qualcos'altro. Adoro Kyle come personaggio, davvero, e forse è anche per questo che quando è morto mi sono abbattuta anch'io assieme a Nell. Ora veniamo alle note dolenti. Com'è possibile che Nell, al funerale del suo defunto fidanzato ne baci il fratello maggiore? Bah. Comunque dopo il salto temporale qualcosa non convince. Non si spiega a fondo il rapporto fra Nell e Colton, nel ritrovarsi dopo anni, almeno all'inizio. L'autrice avrebbe dovuto soffermarsi di più sul conflitto interiore dei due nell'avvicinarsi, sentendosi in colpa a causa di Kyle, morto eppure sempre presente fra i due. Poi non ho ben capito due cose: com'è possibile che i problemi con l'alcool e con l'autolesionismo di Nell spariscano magicamente non appena si fidanza con Colton? E poi com'è possibile che nella seconda parte del romanzo ci siano solo scene di sesso, tra l'altro fin troppo spinte? Per non parlare del finale... che non c'è. L'autrice torna indietro all'inizio del libro e mostra delle scene dal punto di vista di Colton e di Kyle. Ovviamente i personaggi migliori, come spesso accade purtroppo, sono quelli maschili, Nell la vedo incostante e poco approfondita come protagonista. Ecco, ci sono molte note negative su questo romanzo, ma nonostante tutto non me la sento di bocciarlo. Gli darei un 7 solo per la prima parte, scritta molto bene e davvero toccante. Mi sono sentita anch'io un po' Nell, come chiunque legga questa storia.

 

Trama 'Le confessioni del cuore'':

A soli venti anni, Auburn Mason ha paura di aver perso ciò che aveva di più importante. Malgrado il dolore, le resta la voglia di lottare per rimettere sulla giusta strada un destino che sembra sfuggirle dalle mani, ma questa volta non dovrà esserci più spazio per errori e debolezze, tantomeno per l’amore.
Owen Gentry è l’enigmatico artista proprietario dello studio d’arte di Dallas presso cui Auburn ha trovato lavoro. È un giovane brillante, di talento, verso il quale Auburn sente fin da subito di provare un’attrazione speciale. A quanto pare, la vita le sta regalando un’altra occasione per lasciarsi andare e ascoltare il proprio cuore. Eppure c’è qualcosa che rischia di minacciare la ritrovata felicità, un segreto che Owen vorrebbe relegare nel proprio passato ma che torna prepotentemente a galla. Owen sa che l’unico modo per non perdere Auburn è condividere con lei ogni aspetto della sua vita, ma la verità, come le opere d’arte, si presta a interpretazioni contrastanti, e una confessione, talvolta, può essere più distruttiva di una menzogna...

 

COLLEEN HOOVER, devo aggiungere altro? Libro bellissimo, che non delude le alte aspettative che ho da sempre su quest'autrice. L'inizio è davvero fra i più tragici mai letti. La scena dell'addio fra Auburn e Adam è straziante. Ma a poco a poco l'atmosfera un po' cambia e il messaggio che ne viene fuori è che dalle ceneri può nascere ancora qualcosa. Bellissima, in perfetto stile della Hoover, l'invenzione delle 'confessioni' che insieme allo slam di 'Tutto ciò che sappiamo dell'amore' è un poetico e liberatorio modo per esprimere i nostri pensieri più intimi. Ovviamente nell'edizione italiana il titolo è stato banalizzato come al solito. 'Confess' era il titolo originale e così doveva restare, ma sembra che Leggereditore non voglia svincolare la Hoover dal binomio cuore- amore, che pena. Il mio voto è 9!

Domenica 13 Dicembre 2015

Judith Mcnaught, una colonna portante del romanzo storico vittoriano

Buona Domenica BookLovers!

Ho appena finito di leggere 'Occhi verdi' di Judith McNaught, ultimo libro della trilogia composta da 'Qualcosa di meraviglioso' e 'Sarà per sempre'. Ho amato tutti e tre i libri della serie, davvero belli e adoro lo stile dell'autrice, tutti ambientati nella londra vittoriana. Do a 'Occhi verdi' come voto un 9, mettendolo a parimerito con 'Sarà per sempre' e sopra 'Qualcosa di meraviglioso', al quale mi sembra di aver dato un 7. Ritroviamo anche in quest'ultimo capitolo Alex e Jordan, personaggi che già conoscevamo dal primo libro della serie, e in più ci ritroviamo catapultati nelle avventure di Ian ed Elizabeth, separti a causa di uno scandalo e di un disguido, rincontratisi dopo due anni nella selvaggia Scozia. Ecco la trama completa di questo romance storico:

 Elizabeth Cameron, contessa di Havenhurst, è una giovane di irresistibile bellezza e squisita gentilezza, ma dietro i suoi innocenti occhi verdi si cela un’impetuosa audacia. Nell’abbraccio di Ian Thornton, uomo di rara avvenenza, Elizabeth prova per la prima volta un turbamento sconosciuto che le infiamma i sensi. Ma Ian ha un passato misterioso ed è socialmente emarginato, e la reputazione di Elizabeth risulta irrimediabilmente rovinata. Dai salotti di Londra alle selvagge Highlands scozzesi, in un alternarsi di passione, sospetti e spiazzanti imprevisti, i due amanti sfideranno ogni insidia per coronare un amore tanto tumultuoso quanto unico.

Si tratta di un romance dall'andamento abbastanza sostenuto, non ci sono parti eccessivamente lente o noiose, com'era invece accaduto in 'Qualcosa di meraviglioso', e allo stesso tempo ci sono pochi sconvolgimenti della trama. Meno avventura e più love story, ma non ne risente la struttura del romanzo. Come al solito la protagonista femminile viene presentata bellissima, coraggiosa e intelligente, ma nel corso della storia è proprio lei a fare le maggiori stupidaggini. Ben inseriti i personaggi di 'contorno', ben caratterizzati e fondamentali anche loro allo sviluppo della trama. Bello, bello, bello, da leggere e rileggere ;)

Venerdì 11 Dicembre 2015

Serata Romance

Buonasera Booklovers!

Oggi vi scrivo di ritorno dalla palestra per parlarvi urgentemente di due consigli Romance di oggi e non potevo aspettare neppure domani mattina per farlo;) Negli ultimi giorni ho letto due Contemporary Romance che mi sono piaciuti moltissimo, entrambi di due autrici italiane. Il primo è 'Tentare di non amarti' di Amabile Giusti. Eccovi la trama:

'Penelope ha ventidue anni ed è una ragazza romantica e coraggiosa con una ciocca di capelli rosa e le unghie decorate con disegni bizzarri. Orfana, vive con la nonna malata nella misera periferia di una città americana, e ha rinunciato al college per starle vicina. Di notte prepara cocktail in un locale e di giorno lavora in biblioteca. Aspetta l’amore da sempre, quello con la A maiuscola. Un giorno Marcus, il nuovo vicino, entra nella vita di Penny come un ciclone. È tutt’altro che l’eroe sognato: ha venticinque anni, è rude, coperto di tatuaggi, ha gli occhi grigio ghiaccio e un piglio minaccioso. È in libertà vigilata e fa il buttafuori in un club. Tra i due nasce subito ostilità e sospetto ma, conoscendosi meglio, scopriranno di avere entrambi un passato doloroso e violento, ricordi da cancellare e segreti da nascondere.
Una storia d’amore e rinascita, dolce e sensuale, tragica e catartica. L’incontro di due anime profondamente diverse darà vita a un amore che guarirà il dolore e l’odio del passato.'
 
Ho visito questo libro veramente, non scherzo in 12 ore di fila, l'ho terminato all'una del mattino, quando ormai ero esausta. E pensare che alle prime pagine stavo per abbandonarlo... I personaggi non sono i soliti protagonisti dei romance simili, lei non è bella. lui non è romantico. Non è neppure mediamente garbato, se proprio vogliamo dirla tutta. Si tratta di un ex galeotto che lavora come buttafuori di una discoteca. Ho provato a immaginarmi i due protagonisti assieme e l'immagine che ho avuto davanti è stata leggermente ridicola, come quelle coppie talmente scordinate che si incontrano per strada e non si può fare a meno di osservarle. Lui alto due metri, pieno di tatuaggi e muscoloso. Lei minuta, con i capelli corti a folletto e ciocche colorate nei capelli, come una ragazza ancora rimasta bambina per certi versi. Comunque ho fatto bene a continuarlo, davvero molto particolare come storia, mai scontata. Davvero super-consigliato. Voto 9!
 
Il secondo consiglio è 'Non lasciarmi mai indietro' di Emiliana De Vico, ecco la trama:
Lorenza Garbi non è pronta per incontrare Davide Riva. Non ha la necessaria esperienza per comprendere un uomo complesso come lui. Non sa trovare il modo giusto per averne l’alleanza che tanto le serve per un progetto di lavoro. Non sa neanche spiegarsi perché la tratti con freddezza. Lorenza non è la donna giusta per avvicinarsi a lui. Sa irritarlo, portarlo al limite, e con un semplice sguardo riesce a insultarlo.
Davide Riva è un ex giocatore di basket, ex campione della nazionale italiana, ex uomo dal futuro brillante. L’incidente sportivo di cui è stato vittima gli ha tolto tutto, riuscendo a piegarlo. Il Davide Riva che Lorenza incontra è ormai un uomo sul punto di spezzarsi. Eppure sa blandirla, disorientarla, sconvolgerla ed è l’unico che può aiutarla.
Possono combattersi, ignorarsi, fuggire e lasciarsi indietro, ma potranno mai amarsi completamente due persone tanto diverse tra loro?
 
Questo romance mi aveva convinto già dalla trama. I romanzi che parlando di drammi profondi, di disagi e crisi esistenziali mi fanno impazzire e 'Non lasciarmi mai indietro' non mi ha per nulla deluso. Le do un 8 e mezzo solo perchè detesto, davvero detesto la protagonista. Insopportabile. Una di quelle donne che dice di no, ma in realtà pensa sì. Terribile. E poi è ambientato in Italia e da brava esterofila preferisco le ambientazioni straniere.
Buona lettura e fatemi sapere che ne pensate di questi due romance. Baciiii!
 
 

Mi chiamo Ornella, ho 26 anni, sogno di fare la scrittrice e di lavorare come copywriter per una casa editrice e... questo è il mio blog! Scriverò di libri e di tutto quello che mi passa per la testa, per contattarmi usate l'indirizzo qui sotto e se volete sapere qualcosa in più su di me cliccate sul pulsante ^.^

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Ornella De Luca, Messina